Ogni dieci milanesi ci sono quasi nove veicoli circolanti, 8,9 per essere precisi. Sappiamo che la Lombardia è la regione pià inquinata d’Europa, scrive L’Agenzia Comunitaria per l’Ambiente, ma sappiamo anche che la causa principale dell’inquinamento atmosferico è da ricercare nei sistemi di riscaldamento e non nel trasporto su gomma. Tuttavia, in epoche di grandi annunci sul cambiamento presunto o reale della mobilità urbana e non, non è di poco conto guardare ai dati reali su come si spostano e si muovono i lombardi. Accanto al trasporto pubblico che seguiamo c’è anche quello su gomma.

Grazie ai numeri pubblicati nella sezione Open Data del portale della Regione Lombardia, noi di Infodata abbiamo dato uno sguardo ad alcune curiosità relative ai veicoli registrati a nome dei cittadini residenti.

Nella collezione di grafici che seguono, sulla base dei dati rilasciati nel corso del 2018 e riferiti allo storico fino all’ano precedente, sono rappresentati diversi aspetti di tutti i veicoli immatricolati, in particolare a partire dagli anni ’80. Ogni grafico è interattivo rendendo così possibile un’esplorazione cliccando su uno o più grafici contemporaneamente, per combinare diversi livelli di approfondimento sui dati.

Osservando l’andamento delle immatricolazioni nel corso di quasi quarant’anni di veicoli lombardi, appare immediatamente lampante come, a partire dalle poco più di ventottomila (28149) unità del 1980, si sia arrivati all’apice di oltre cinquecentomila (512072) del 2007 grazie soprattutto ad una forte accelerazione cominciata sul finire degli anni ’90.

Basta infatti considerare che nel decennio 1998/2007, le immatricolazioni hanno fatto registrare un incremento del 242% rispetto alle poco meno di centocinquantamila (149431) del 1998, facendo così impallidire le progressioni dei periodi precedenti: 89% nel decennio 1980/1989 e 88% nell’intervallo 1988/1997.

Per contro, dopo il picco del 2007, i numeri sono progressivamente andati in diminuzione per quasi un decennio fino ad un biennio di risalita culminato nel 2016 (398669) a cui ha fatto poi seguito un calo drastico che ha fatto toccare uno dei valori più bassi degli ultimi venti anni con le sole centottantamila immatricolazione del 2017 (per una diminuzione annuale pari al 55%).

Province e Motori

Come è facile immaginare, il numero di veicoli segue fedelmente la popolosità delle singole province, con Milano nettamente prima grazie ad oltre 2,73 milioni di veicoli immatricolati che corrispondo circa alla somma delle province classificatesi nelle tre posizioni successive della graduatoria: Brescia (1,13 milioni), Bergamo (0,94) e Varese (0,78). È più eterogenea invece la distribuzione percentuale delle singole province in base alle tipologie di alimentazioni.

Per rendere più leggibile l’informazione, rispetto alle otto tipologie originali, abbiamo accorpato i dati in modo da ottenere quattro valori: motori a benzina – che rappresentano il 54% dell’intero dataset – gasolio (38%), soluzioni ibride di varia natura (4%) e altre soluzioni (4%).

Ritornando quindi sul dettaglio provinciale, Como – nel periodo analizzato – è la provincia con la percentuale maggiore di veicoli alimentati a benzina con circa il 62%, contrapposta a Brescia che non supera il 45%; sul fronte del gasolio invece Cremona e Brescia condividono il primato a fronte di un 44% a differenza di Como che registra il risultato minore con il 32%.

In generale, è bene notare come tutti i valori complessivi siano comunque figli di quasi quarant’anni di dati, il che rende normale verificare tendenze diverse se ci si concentra sui singoli anni filtrando dal grafico temporale.

Prendendo infatti in esame solo l’anno 2017, la ripartizione per le macro categorie di alimentazione vede una flessione significativa della benzina (47%) in favore del gasolio (43%) ma anche delle soluzioni ibride; mentre analizzando il 1980, i valori sono nettamente sbilanciati sulla benzina (57%) con una forte partecipazione della voce “altro” (in cui ricadono ad esempio motori a miscela, oppure benzina/olio), relegando il gasolio ad un contenuto 13%.

Analogamente a quanto esposto per il tipo di alimentazione, anche la classificazione ambientale è ovviamente molto sensibile al fattore temporale visto che i dati complessivi in cui l’Euro4 è la tipologia più diffusa con oltre 2,2 milioni di esemplari (seguita da Euro5 ed Euro3) sono chiaramente solo un’istantanea molto generale rispetto alle varie “epoche” delle motorizzazioni.

Risulta infatti evidente come negli ultimi due anni censiti, l’Euro6 sbaragli qualunque tipo di concorrenza praticamente di almeno un ordine di grandezza rispetto alle prime alternative rappresentate da Euro4 ed Euro3, lasciando curiosamente in disparte il più recente Euro5 che appare in posizioni più prestigiose solo dal 2015 a ritroso.

Vi lasciamo infine scoprire in autonomia (sempre interagendo con i grafici) se la tendenza dei singoli anni per il numero di posti a sedere dei veicoli sia più o meno la stessa rispetto ai valori complessivi in cui c’è una maggioranza piena in favore dei cinque posti (61%), affiancata poi da i 2 e 4 posti rispettivamente fermi a quota 17% e 11%.

Metodologia.  Per il conteggio della auto abbiamo preso il numero complessivo di veicoli circolanti nel 2017 che è stato decisamente elevato, attestandosi attorno ai 2,73 milioni, se comparato ai 3,02 milioni di abitanti. Ne emerge quindi uno scenario in cui per ogni dieci milanesi, ci sono quasi nove veicoli circolanti (8,9 per la precisione).

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