Secondo quanto emerge dal recente rapporto Pendolaria di Legambiente, sono sempre di più le persone che prendono la metropolitana ogni giorno: oltre 2,7 milioni di persone fra tutte e sette le città italiane che offrono questo servizio: Milano, Roma, Napoli, Torino, Genova, Brescia e Catania. Una crescita dell’1,6% nel 2017 rispetto al 2016, per un totale di 44mila passeggeri. La capofila è senza dubbio Milano, che da sola trasporta la metà dei passeggeri: 1,37 milioni di persone al giorno, con una crescita di ben il 5% negli ultimi quattro anni. Eppure, rispetto alle altre grandi capitali europee siamo terribilmente sottotono.

Nel complesso l’Italia si ferma a 239,6 km totali, ben lontano dai valori di Regno Unito (oltre 672 km), Germania (648,3) e Spagna (609,7). Addirittura alcune città come Londra e Madrid da sole superano il totale di km di metropolitane di tutta l’Italia. L’intero nostro paese ha la stessa rete metropolitana della sola Parigi e la metà di quella della capitale inglese. Sono 58 i km di metropolitana realizzati dalla scorsa legislatura: 12,9 km a Milano, 13,7 a Brescia, 1,6 a Genova, 23,4 a Roma, 7 a Catania, con una media di 11,8 l’anno.

Secondo i conteggi di Legambiente per colmare questo gap di dovrebbero costruire nuovi 35 km di metropolitana all’anno da qui al 2030, mentre per ora siamo a quota 3,1 km nel 2017 e a soli 600 metri aggiunti nel 2018.  Per avere un paragone: Parigi prevede di realizzare entro il 2030 un progetto da 29 miliardi di euro stimati per 205 nuovi km di nuove linee e 68 nuove stazioni.

Inoltre, i treni metropolitani che ci sono in molti casi sono vecchi. L’età dopo la quale un treno è considerato da sostituire è 15 anni e vi sono città come Napoli e Genova dove oltre il 70% del materiale rotabile ha oltre questa età. A Roma quasi la metà dei treni è troppo vecchio, a Milano uno su quattro. Fortunatamente piano piano si sta procedendo alla sostituzione, in particolare a Milano che si è dotata di un piano di ammodernamento continuo ed un programma che ne prevede la sostituzione in pochi anni, Genova e Napoli.

Legambiente prova anche a stimare i costi di alcuni costi di ammodernamento. Il Prolungamento della linea 1 di metropolitana a Torino per esempio prevede un bacino d’utenza di 110.000 passeggeri al giorno, a un costo di 148,14 milioni di euro, interamente finanziati. A Milano la linea M4 (che doveva essere terminata in tempo per l’Expo 2015 e invece prevista ora per il 2022 si stima un bacino d’utenza di 240.000 passeggeri al giorno a un costo di 1,85 miliardi di euro, interamente finanziati.

A Genova il prolungamento della metropolitana riguarderebbe 70 mila abitanti e costa 137,38 milioni di euro, già interamente finanziati. A Roma si tratta del prolungamento metro A, B, B1 e C. Per la linea A l’intervento ad ovest riguarda la realizzazione di un tratto di linea, per uno sviluppo di circa 2 km, con 2 stazioni. Più incerto invece il prolungamento della linea B1 per ulteriori tre fermate. Infine, anche il prolungamento della metro B da Rebibbia a Casal Monastero, un collegamento di soli 2,8 km “ad oggi resta soltanto sulla carta”. Il solo prolungamento già in fase di realizzazione è quello della Linea C. A questi lavori si aggiungono quelli per il potenziamento della rete ferroviaria in alcune zone, e nel complesso Legambiente parla di 2.015 milioni di euro, un quarto dei quali disponibili. Il completamento linea 6 metropolitana a Napoli prevede un costo di 1.060 milioni di euro, di cui 1.048 milioni già disponibili.

Infine, il prolungamento della metropolitana di Catania di cui beneficerebbero 150.000 persone costa 402 milioni di euro, ma solo una piccolissima parte – 18 milioni – sarebbero già stati resi disponibili.

Malgrado le novità di questi ultimi anni ciò che è stato fatto e progettato negli ultimi anni non sembra essere sufficiente per far fare il salto di qualità alla mobilità sostenibile nel nostro paese. La prospettiva deve essere quella di una sostenibilità integrata fra treni regionali, metropolitane, autobus, e piste ciclabili, che per la maggior parte del paese è un miraggio. Al momento siamo ancora nell’era dell’auto necessaria: si contano 37,2 milioni di auto private, più di una ogni due persone, bambini compresi.

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