Sono 134 le missioni di esplorazione della Luna condotte dalla fine degli anni Cinquanta ad oggi. Infodata si unisce alle celebrazioni del 50simo anniversario dall’allunaggio dell’Apollo 11 raccontando la storia di settant’anni di tentativi di conoscere meglio il nostro satellite.

 

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Tentativi è la parola esatta. Già, perché delle 134 missioni lanciate per raggiungere il nostro satellite, solo 75 sono andate a buon fine. Per dirla tutta, ci vollero dieci mesi di tentativi ed altrettanti lanci falliti perché si potesse celebrare il primo successo: alle 21:02 del 14 settembre del 1959 la missione sovietica Luna 2 fu la prima a raggiungere il suolo lunare. Poche settimane dopo, il 4 ottobre, Luna 3 restituì le prime immagini del lato lontano del satellite. Lo stesso sul quale pochi mesi fa è arrivata la cinese Chang’e 4.

 

L’elenco delle missioni arriva da Wikipedia ed è interamente rappresentato nell’infografica. Ogni colonna indica un decennio, le lune verdi rappresentano i successi, quelle rosse i fallimenti. Il filtro in basso (in alto a sinistra per chi legge da desk) consente di selezionare le missioni condotte da un singolo operatore.

Osservando il grafico si nota quanto, a partire dalla fine degli anni ‘50 e per tutto il decennio successivo, siano stati frequenti le missioni spaziali dirette verso il nostro satellite. Una vera e propria corsa il cui traguardo fu tagliato dalla Nasa, la prima agenzia spaziale a riuscire a portare l’uomo sulla Luna nel luglio di cinquant’anni fa. Un risultato che ebbe il paradossale effetto di rallentare l’interesse verso il satellite, concentrandolo sull’esplorazione del resto del sistema solare. La prima sonda ad effettuare un passaggio ravvicinato a Marte fu la Mariner 4 nel 1965, mentre ci vollero altri dieci anni perché un oggetto di fabbricazione umana riuscisse a raggiungere intatto la superficie marziana.

Se si è diradato negli anni ‘70, nel decennio successivo l’interesse verso l’esplorazione lunare venne del tutto meno: dal 1978 al 1990 non decollò alcun razzo diretto verso il satellite terrestre. A rilanciare l’interesse verso il quale ci ha pensato l’agenzia spaziale giapponese, che il 24 gennaio di quell’anno lanciò la sonda Hiten. Inizialmente progettata per un passaggio ravvicinato, fu quindi piazzata in orbita selenocentrica dopo che Hagoromo, un orbiter lanciato dalla stessa Hiten, smise di comunicare con la Terra.

Al club degli esploratori della Luna si è iscritta nel 2003 l’Agenzia spaziale europea (Esa) con il satellite Smart-1. Quattro anni più tardi, nell’ottobre 2007, arrivò Chang’e 1, il primo satellite cinese ad orbitare intorno alla Luna. Nell’ultimo decennio, l’agenzia cinese Cnsa ha intensificato le proprie attività di esplorazione lunare, fino ad arrivare al già citato atterraggio sul lato lontano.

La quinta agenzia spaziale a raggiungere la Luna fu nel 2008 l’indiana Isro con la missione Chandrayaan-1, la prima a trovare evidenza di quello che sembrava essere ghiaccio sulla superficie lunare, un’ipotesi confermata solo di recente. Partì invece dal Lussemburgo nel 2014 la prima sonda lanciata da una compagnia privata a raggiungere il satellite: si tratta del Manfred Memorial Moon Mission messo in orbita dalla LuxSpace. Mentre un analogo tentativo dell’israeliana SpaceIL nel febbraio di quest’anno è fallito perché il lander Beresheet si è schiantato sul suolo lunare. Tentativo che però conferma di come la Luna continui ad essere nei sogni degli esseri umani. E non solo dei poeti.

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