Nelle isole Åland, un arcipelago tra la Svezia e la Finlandia amministrativamente appartenente a quest’ultima (il nome è però svedese, così come la lingua che si parla grazie ad un’autonomia amministrativa molto ampia), la disoccupazione non sanno cosa sia. E’ quanto emerge dai dati dell’European Regional Competitiveness Index, che ha stilato la classifica delle regioni europee sulla base della percentuale di occupati (in tutti i settori tranne che in agricoltura) da 15 a 64 anni in rapporto alla popolazione della stessa età.

Ebbene, oltre quattro alandesi su cinque sono occupati, superando nella classifica l’Oberbayern, in Germania, e la regione di Stoccolma, che si piazza al terzo posto.

In Italia, sopratutto nel Mezzogiorno, le cose vanno malissimo. Potrebbe essere una scusante quella di non aver considerato l’occupazione in agricoltura (ma lo scopo dell’indicatore è quello di valutare la competitività territoriale e il contributo del settore primario è minore a questo fine), e tuttavia tra le ultime regioni troviamo la Calabria, con il 35% circa, la Sicilia con il 37% e la Campania con il 39%. E sui laureati non va meglio.

 

 

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