Il coronavirus ci ha cambiato. Con noi sono cambiate le nostre abitudini. Ci affacciamo all’attesa e temuta Fase 2 con voglia di ripartire e la consapevolezza che tante cose non sono ancora come prima. La mobilità ha subito grandi cambiamenti. Per settimane siamo stati costretti a casa e le nostre città ne hanno risentito. Deserte come non le abbiamo mai viste. Nei luoghi di lavoro ma anche in prossimità dei suoi simboli. Fotografarli con i dati e raccontare quanto le diverse fasi della pandemia hanno modificato i nostri spostamenti significa capire noi stessi e le nostre città.

Abbiamo tentato di raccontarlo grazie ai dati di NEXT-14.  Gruppo specializzato in marketing technologies, NEXT-14 ha raccolto ed interpretato i comportamenti degli italiani per capire quanto lo smart working sia applicato (in differenti momenti della pandemia) e come questo abbia avuto impatto sugli spostamenti. Per farlo sono stati aggregati e incrociati dati geo-referenziati con indicatori Istat, Agenzia delle Entrate, Open Data, riuscendo così ad analizzare i flussi di spostamenti in determinati luoghi di interesse presi a campione.

L’analisi si è concentrata su quattro città del nostro paese: Milano, Roma, Napoli e Verona. Per ognuna sono stati scelti alcuni punti di interesse (POI), di diversa tipologia. Piazze, luoghi culturalmente rilevanti ma anche parchi e stazioni. Su una base di 10.000 cittadini, l’idea è stata quella di monitorare quanti di questi si sono recati nei POI selezionati e quando lo hanno fatto. Abbiamo rielaborato le informazioni sotto forma di visualizzazioni. Per confrontare al meglio le varie fasi sono stati selezionati anche diversi periodi temporali. Una fase pre-covid19 (8 febbraio – 24 febbraio), l’ultima settimana di lockdown (26 aprile – 3 marzo) e la prima settimana di fase 2 (4 maggio – 17 maggio).

 La vita prima della pandemia

Cosa ci raccontano i dati? Sicuramente che i punti di interesse hanno subito pesantemente il lockdown.

Prima della pandemia i POI di Milano e Napoli erano visitati giornalmente da una percentuale media superiore all’80% del campione preso in esame. I POI di Roma dal 75%, quelli di Verona dal 59.2%. Numeri importanti per punti cruciali delle nostre città.

Roma Termini è il POI con la percentuale più alta. Una media del 40% del campione romano transitava dalla stazione ogni giorno, con picchi di quasi il 60% durante la settimana. Roma Tiburtina raggiunge l’8.3%.  Guardiamo anche la vita al di fuori del lavoro nella città eterna. La zona di Trastevere era punto di ritrovo dell’11.2% del campione, Villa Borghese raccoglieva una media giornaliera 549 visitatori su una base di 10’000.

Il secondo POI con maggior “traffico” tra quelli presi in esame è Piazza Duomo di Milano. Centro della città, il 31.2% dei milanesi poteva dare uno sguardo all’amata cattedrale e alla Galleria Vittorio Emanuele II ogni giorno. Se nel caso di Termini il divario tra visitatori in settimana (44.8% di media) e weekend (30.5% di media) è importante, la piazza preferita dai milanesi non fa preferenze. 35.3% nel weekend, 29.3% in settimana, luogo culturale ma non solo. Milano Centrale è solo il terzo POI più visitato di Milano. Il 17.6% del campione attraversava in media la stazione. Corso Buenos Aires raggiungeva il 19.5%. L’11% dei 10’000 milanesi viveva anche la movida dei navigli durante i weekend, con picchi di oltre il 13%, mentre i Giardini Pubblici Indro Montanelli raggiungevano comunque percentuali più basse, 0.6%.

Uno dei POI con maggior “traffico” tra quelli presi in esame è Piazza delle Erbe di Verona. In una cittadina più piccola rispetto alle altre, la piazza era punto nevralgico. Picchi del 42.7% dei cittadini frequentavano il POI, con una media del 18%. Molti transitavano anche dalla stazione di Verona Porta Nuova. Il 21.2% di 10’000.

 

A Napoli la Galleria Umberto I e la stazione di Napoli Garibaldi erano frequentate dal 28% del campione. Chiaia, sul mare, quartiere benestante della città, con boutique, ristoranti con specialità di pesce e bar eleganti, era un altro luogo che a Napoli non rimaneva mai deserto.

Il lockdown

Le nostre città come non le abbiamo mai viste. Abbiamo cercato di raccontare al meglio la pandemia dei decreti. Dal Lockdown alla Fase 2, la discesa e la ripresa della mobilità.

 Le percentuali di visitatori dei POI sono inevitabilmente calate in maniera sensibile durante il lockdown, che ha costretto studenti e la maggior parte dei lavoratori a casa. La percentuale media di persone transitate nelle zone dei POI è scesa al 4.9% a Milano, 7% a Verona, 7.3% a Roma, 11.8% a Napoli. Nessuno dei POI raggiunge in autonomia una percentuale superiore al 5% del campione, toccato solo da Galleria Umberto I a Napoli. A Milano il POI più movimentato durante il lockdown è stato Corso Buenos Aires, col 2.2% medio. Verona è stata in generale la città che ha visto il calo meno significativo, anche perché segnata da una percentuale pre-covid più bassa rispetto alle altre. Roma Termini è calata di oltre 37 punti percentuali, Piazza Duomo a Milano di 30 punti.

Dati che testimoniano quanto il lockdown sia stato stringente ma anche quanto i cittadini abbiano rispettato le disposizioni, soprattutto nel capoluogo lombardo.

La ripresa: si entra nella Fase 2

Prima settimana di Fase 2. Quella del lavoro che ricomincia in ufficio e in fabbrica per 4.4 milioni di lavoratori. Ma anche la settimana dei congiunti. Si tenta il ritorno verso la vita normale, con mascherine, sanificazione e distanziamento sociale.

Come sono ripartite le nostre città? In maniera importante ma graduale, senza raggiungere i livelli precedenti al primo caso di Codogno.

A Milano solo il 18.9% del campione è tornato a frequentare i punti di interesse presi in esame. Una media del 7.9% in Corso Buenos Aires, del 4.9% in Piazza Duomo. Inaspettatamente solo il 1.4% ha transitato da Milano Centrale e lo 0.9% dalla stazione Porta Garibaldi.

Lenta ripresa anche a Verona. Dal 7% del lockdown, la scorsa settimana si è mosso il 12.7% del campione. Roma riprende sui ritmi di Milano, passando dal 7.3% al 20.9%, con la differenza di Roma Termini, che rispetto alla stazione milanese è tornata snodo della mobilità romana. L’8.4% dei romani ha ricominciato a frequentare la zona.

Napoli è ripartita più decisa. Dall’81.2% pre-covid all’11.8% della fase di lockdown, nel post 4 maggio oltre 3’000 cittadini hanno ripreso a muoversi per il capoluogo. Una percentuale superiore al 12% dei 10’000 cittadini presi in esame è tornata a vivere le zone di Chiaia e della Galleria Umberto I.

Come evidente dal trend da inizio settimana tutte le città hanno gradualmente aumentato le presenze nei luoghi analizzati. A Napoli il weekend ha portato a superare il 40% del campione, a Milano, Roma e Verona la mobilità si attesta, al momento, con percentuali molto inferiori al normale.

L’Italia che riparte, le sue città, i suoi punti di interesse sono istantanee del paese. Numeri che andranno tradotti dal punto di vista sanitario. I dati del lockdown hanno significato sensibili miglioramenti sul fronte del contagio. Fra poche settimane capiremo quanto la rinnovata mobilità avrà effetti sulla nostra salute.

L’articolo Milano, Napoli, Roma e Verona prima e dopo il 4 maggio. Le mappa della mobilità sembra essere il primo su Info Data.

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