Secondo una nuova analisi del Pew Research Center il 10% degli adulti statunitensi non userebbe mai Internet. Ciò significa non solo che queste persone non cincischiano sui social network, ma anche che non utilizzano i molti servizi anche pubblici oggi disponibili.
Usare o meno internet è un fattore correlato a una serie di variabili demografiche, tra cui età, livello di istruzione, reddito delle famiglie e tipo di comunità di appartenenza.
Iniziamo dall’età. Oggi non usa internet un americano anziano su tre, mentre fra chi ha meno di 65 anni i non utilizzatori sono il 10% della popolazione: il 12% dei 50-64 enni e il 3% dei 30-49 enni. Fra gli under 30, nessuno degli intervistati ha dichiarato di non andare mai online.
In Italia le cose vanno anche peggio. L’Italia oggi rimane un paese con basse prestazioni nell’adozione delle ICT rispetto alle altre nazioni europee. La più recente analisi Istat in materia, il Rapporto Internet@Italia 2018, ha rilevato che nel 2017 il 34,5% degli italiani non accede mai alla rete, il 29% se ragioniamo in termini di famiglie. Nel corso degli ultimi dieci anni si è avuta una sensibile riduzione delle persone fuori dalla rete, passate dal 63% al 32,7%, con una diminuzione di oltre 30 punti percentuali.
Meno studi, meno vai in rete
La percentuale di non utilizzatori diminuisce con l’aumentare del livello di istruzione e del reddito, evidenziando un gradiente molto netto. Tre americani adulti su dieci senza alcuna istruzione superiore non usano mai internet, anche se solo un anno fa la percentuale era del 35%, segno che le cose cambiano piuttosto rapidamente. Tra le persone senza un diploma di scuola superiore, la quota che non utilizza Internet è scesa dall’81% al 29% in vent’anni. Meno del 5% di chi possiede una laurea non va mai online (ricordiamo che il campione riguarda persone di tutte le età), contro il 16% di chi ha un diploma e il 29% di chi non ha alcun titolo di studio.
Anche in Italia si osserva lo stesso trend. L’aumento degli utenti non ha riguardato allo stesso modo tutti i segmenti della popolazione: per le persone con solo la licenza elementare e per quelle in età più avanzata i divari sono aumentati. Partiti da una posizione di massimo svantaggio con i tassi di utilizzo di Internet più bassi nel 2006, questi gruppi hanno anche fatto registrare nel decennio successivo incrementi sensibilmente inferiori alla media della popolazione. I divari nell’uso della rete tra i più e i meno giovani si riducono notevolmente per le persone in possesso di titoli di studio più elevati. I laureati della generazione dei baby boomers che utilizzano Internet regolarmente sono l’86,7%, cioè a pochissima distanza dalla media dei laureati totali. Le differenze al contrario sono molto più accentuate per i baby boomers con livelli d’istruzione meno elevati. Fra i diplomati la differenza è di 8 punti percentuali, fra chi possiede la licenza media di 17,4 punti, mentre fra chi non ha nessun titolo di studio di 13,7 punti percentuali.
Meno guadagni, meno vai in rete
Gli americani provenienti da famiglie povere sono molto più propensi degli adulti più abbienti a non utilizzare Internet. È fuori dalla rete il 18% di chi guadagna meno di 30 mila dollari l’anno, il 7% di chi percepisce dai 30 mila ai 50 mila euro annui, il 3% di chi guadagna dai 50 mila ai 74 mila dollari e il 2% delle persone più benestanti.
È evidente che il gap più incisivo è fra chi guadagna meno di 30 mila dollari l’anno, e gli altri, che ci mostra quanto l’accesso alla rete sia un driver importante per migliorare la vita degli strati più vulnerabili della popolazione. A questo trend si devono aggiungere altri due dati: primo, chi vive in aree rurali usa meno la rete rispetto alle persone che vivono in città. Ma soprattutto, che afroamericani e ispanici hanno più probabilità dei bianchi di non andare mai online. È fuori dalla rete il 15% di loro contro l’8% degli americani bianchi.

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