Secondo uno studio pubblicato nel 2016 dagli esperti della University of Quebec, Elizabeth Vallet, Zoe Barry e Josselyn Guillarmou, quando il Muro di Berlino venne abbattuto, un quarto di secolo fa, erano 16 le recinzioni in tutto il mondo. Oggi sono addirittura 63, che interessano 67 stati, completate o in fase di progettazione. La globalizzazione, che avrebbe dovuto portare ad un progressivo abbattimento delle barriere rimaste, è stata in realtà causa di rinati timori sulla sicurezza. Un terzo dei paesi del mondo presenta attualmente recinzioni, di diverse tipologie, lungo i suoi confini.

La grafica analizza la crescita delle divisioni in tutto il mondo, localizzando le nuove recinzioni sia dal punto di vista temporale che spaziale. Come si può notare dal piccolo grafico a barre in fondo alla visualizzazione, nel corso del 2015 sono iniziati i lavori su un numero di barriere superiore a quello degli ultimi 27 anni. Parliamo di 17 recinzioni in tutti i continenti, a cui si aggiungono le 4 del 2016.

Geograficamente le barriere sono localizzate principalmente in Asia. Eppure, forse inaspettatamente, l’Europa si presenta più divisa di Africa e America.

 

America

L’idea di Donald Trump non è nuova. Oggi esistono numerose recinzioni che corrono lungo i circa 3200 km di confine tra Stati Uniti e Messico. Il primo tratto venne innalzato nel 1993, vicino all’Oceano Pacifico. Circa 1126 km già presentano recinzioni, in attesa di capire se il muro voluto da Trump sarà effettivamente innalzato.

Il confine tra Guatemala e Messico misura 871 km, segnati dal cosiddetto muro Hidalgo. Non un muro continuo lungo il confine, ma sezioni di recinzione vicino a aree popolate o valichi ufficiali. Se gli Stati Uniti mirano a rallentare l’immigrazione dal Messico, anche i messicani respingono da anni i guatemaltechi che cercano di entrare nel paese alla ricerca di lavoro.

Africa

Come mostrato in grafica, l’Africa è percorsa da 12 recinzioni. Una di queste è la barriera elettrificata che separa Zimbawe e Botswana, ufficialmente per limitare le migrazioni degli animali selvatici tra un paese e l’altro.

Lungo il confine marocchino con il Sahara Occidentale sfila un muro di sabbia chiamato il “Berm”. Il muro è circondato da mine, posizionate con l’intento di fermare i combattenti del Fronte Polisario, un’organizzazione militante, oltre che movimento politico, attivo nel Sahara Occidentale, che mira a ottenere la realizzazione del diritto all’autodeterminazione. Il “Berm” è secondo in lunghezza solo alla Grande Muraglia cinese.

Asia

L’Asia è il continente col maggior numero di recinzioni, 36. Bisogna comunque sottolineare che con i suoi  44.579.000 km² è di gran lunga il continente più esteso al mondo, 4 volte più grande rispetto all’Europa.

Oltre alle storiche divisioni come quella tra Cina e Macao, datata 1860, e tra Cina e Hong Kong (1960), anche per quanto riguarda l’Asia molte barriere sono collocabili temporalmente negli anni Duemila. 29 recinzioni su 36 sono infatti riconducibili agli ultimi 16 anni.

Il caso più celebre è il muro costruito dagli Israeliani al confine con la Cisgiordania. Israele ha iniziato la costruzione nel 2002, descrivendo la barriera come necessaria per garantire la propria sicurezza. Anche una vecchia recinzione sulle Alture del Golan è stata sostituita con un nuova “recinzione intelligente”. Sono già previste, inoltre, due pareti supplementari. A sud, in modo da controllare i tunnel della Striscia di Gaza, a est, lungo il confine con la Giordania.

Una storica divisione è quella tra le due Coree. Un muro e una zona demilitarizzata separano infatti Corea del Nord e del Sud.

Due grandi muri corrono tra India e Pakistan e tra quest’ultimo e l’Afghanistan. Il primo misura 3.300 km, il secondo percorre invece i 2.400 km di confine tra i due stati asiatici.

Europa

Sono 16 le recinzioni che attraversano l’Europa., la maggior parte localizzate nella parte orientale del continente. 14 di queste databili a partire dal 2013, dunque relativamente recenti. Una delle cause principali è certamente la gestione dei rifugiati, in particolar modo provenienti da Siria, Afghanistan e Iraq.

Nel bacino del Mediterraneo, a dividere Europa e Africa, una barriera elettrificata costruita dalla Spagna segna il confine tra la città autonoma spagnola situata nel Nord Africa, Ceuta, e il resto del Marocco.

Una barriera di filo spinato corre ai confini tra Ungheria e Serbia, alta 3,5 metri e lunga 175 km. Il premier Orbàn ha previsto l’ampliamento della barriera anche ai confini con la Croazia.

Molte di queste divisioni stanno riguardando l’Unione Europea, fino a pochi anni fa completamente senza barriere. Per questo motivo la grafica segna anche l’uscita della Gran Bretagna dall’EU a seguito del referendum sulla Brexit.

Articolo pubblicato a febbraio 2017

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