Un mondo finalmente ”stabile”.  La mappa del rischio di credito collegato agli Stati sovrani pubblicata dall’agenzia Moody’s segnala che il 74% dei Governi che emettono bond si merita, al di là del singolo giudizio, un outlook “stable”. In altre parole nella gran parte del mondo il debito pubblico gode di prospettive stabili per il futuro a breve termine, merito soprattutto di una ripresa economica che attraversa una fase di buona salute ed è diffusa a livello globale. A frenare eccessivi entusiasmi, secondo l’agenzia di rating, sono il fatto che i livelli del debito pubblico restano nonostante tutto molto elevati, che il cammino delle riforme strutturali procede a macchia di leopardo e che qua e là riaffiorano rischi geopolitici. Prova ne sia che appena il 10% degli emittenti (in verde nel grafico) potrebbe vedere un miglioramento del rating nei prossimi mesi perché su le prospettive su di loro sono “positive” , mentre per il restante 16% (colorati di rosso) l’outlook è negativo e non si possono escludere declassamenti. Tra questi ultimi continua purtroppo a figurare l’Italia, che i tre fattori negativi – debito elevato, processo di riforme a singhiozzo e incertezza politica – li racchiude in pieno.

 

 

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