L’obiettivo è noto: portare l’internet super velocea tutti gli italiani, entro il 2020 e con soldi pubblici. Parliamo di una connessione internet almeno a 100 Megabit e una ancora più veloce (da 1 Gigabit). I dati del ministero dello Sviluppo economico e i ritardi per la copertura del bando Open Fiber hanno spostato al 2021 la data prevista al completamento dei lavori, a fine dell’anno non supereremo l’80%. 

Ricordiamo che il piano strategico (Strategia Italiana) per la Banda Ultra Larga è stato approvato nel marzo del 2015 da parte del Governo con l’obiettivo di garantire – entro il 2020 – condizioni più favorevoli allo sviluppo delle infrastrutture nell’ambito delle telecomunicazioni, secondo gli obiettivi fissati dall’Agenda Digitale Europea.
Il target per la copertura prevede di raggiungere l’85% della popolazione con reti in grado di navigare a velocità pari o superiori ai 100 Mbps (Megabit per secondo), la cosiddetta banda Ultra Larga, mantenendo contemporaneamente il 100% di cittadini con accesso alla rete da almeno 30 Mbps.
L’attuazione del piano passa attraverso la costruzione di una rete di proprietà pubblica resa poi disponibile a tutti gli operatori interessati ad attivare servizi verso aziende e cittadini, cercando quindi di superare eventuali disuguaglianze geografiche dovute alla mancanza di iniziativa privata da parte delle aziende.
Stato dei lavori
Lo scorso marzo è stato presentato il Piano di Sviluppo della Banda Ultra Larga con il quale si stima di poter cablare oltre 7600 comuni su tutto il territorio nazionale, avendo come obiettivo per l’anno solare l’apertura di 3000 cantieri e la relativa chiusura per lavori conclusi in circa 850.
A seguire sono riportati i dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico relativi ai progetti in fibra ottica (esistono anche progetti basati su tecnologia FWA, acronimo che indica la Fixed Wireless Access) aggiornati allo scorso luglio.
Nella mappa dell’Italia, ogni comune è stato colorato in base allo stato di avanzamento dei progetti, (comprese le località per cui il dato è non disponibile, colore marrone), analogamente a quanto riportato nel grafico a torta dal quale è possibile leggere la percentuale dei comuni appartenenti alle varie categorie.
In aggiunta, con la mini mappa suddivisa a livello regionale (colorazione sulla base dello stato di avanzamento più diffuso tra i comuni aventi il dato disponibile) è possibile fare uno zoom sulla regione selezionata in modo da avere una visione più chiara dei singoli comuni.

 

Tenendo a mente che l’analisi considera la numerosità dei comuni e non la loro estensione geografica, dai numeri emerge che in più di un terzo dei comuni italiani (35,9%) il progetto definitivo è stato già approvato, ed è in fase di approvazione nel 15,4%, così come lo è quello esecutivo in un altro 1,8% delle località.
Se in attesa di autorizzazione c’è circa un comune ogni quindici (6,7%), la progettazione definitiva è in corso nel 13,2% dei casi, mentre nel 14,8% il progetto è attualmente in esecuzione con il 2,1% sul totale complessivo che rappresenta invece gli scenari di lavori completati.
Dando uno sguardo ai dati disponibili, su base regionale sono ben tredici i casi in cui lo status più diffuso è quello dell’approvazione del progetto definitivo, non a caso anche il valore più alto su base comunale.
Fanno parte di questa realtà tutte le regioni del Nord Italia a cui si aggiungono anche Toscana, Marche, Lazio, Campania e Basilicata.
L’esecuzione dei lavori è invece più diffusa in Umbria, Abruzzo, Molise e Sicilia, mentre per in Puglia, Calabria e Sardegna c’è una tendenza più orientata alla progettazione definitiva.
Procedendo con l’esplorazione dei dati, è interessante notare come le realtà regionali siano in certi casi diametralmente opposte.
Se da un lato la Valle d’Aosta presenta un 68,9% di progetti definitivi approvati, un 18,9% di cantieri di progetti in esecuzione, un 8,1% di progetti in attesa di autorizzazione e già un 4,1% di lavori completati, dall’altro Puglia e Calabria sono quasi esclusivamente caratterizzate da tre quarti dei casi in progettazione definitiva e dalla restante parte in approvazione del progetto definitivo.

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