La diffusione delle email farà estinguere i postini. Quando, una ventina di anni fa, le email cominciarono a diventare uno strumento di uso comune, sicuramente qualcuno avrà previsto tempi cupi per gli operatori postali. Paventando cioè licenziamenti di massa legati al fatto che nessuno più avrebbe inviato nemmeno una cartolina. Eppure il mestiere resiste e, paradossalmente, gli occupati sono di più in quei Paesi nei quali è più diffuso l’utilizzo delle email.

I dati arrivano da Eurostat, che li ha raccolti nel 2018 e che parla genericamente di postal services. Una definizione nella quale rientrano sia i postini propriamente intesi che i corrieri. È possibile, insomma, che molta di questa forza lavoro non consegni lettere ma pacchi e che abbia trovato un’occupazione nella filiera del commercio elettronicoProprio per questo Infodata ha scelto di mettere a confronto l’incidenza degli operatori postali, intesi come numero ogni 10mila abitanti, con la percentuale di coloro che utilizzano le email e quella di coloro che hanno acquistato un prodotto online nei tre mesi precedenti il momento in cui sono stati intervistati per raccogliere i dati. Anche in questo caso la fonte è Eurostat, ma i numeri fanno riferimento al 2017.

L’infografica mostra di default la situazione relativa all’ecommerce, ovvero il fenomeno la cui diffusione ha contribuito ad incrementare il numero di posti di lavoro per i corrieri. Quella che emerge osservando il grafico è una correlazione positiva. Ovvero il fatto che all’aumentare di uno dei due elementi presi in considerazione, aumenta anche l’altro.

Il caso emblematico è quello inglese. Oltremanica il 77% dei residenti ha fatto acquisti online nei tre mesi prima di essere intervistato e ci sono 61,4 operatori postali ogni 10mila abitanti, in entrambi i casi il valore più alto di tutto il continente. Un’Europa dove ci sono 42,1 tra corrieri e postini ogni 10mila residenti, il 50% dei quali fa acquisti online.

Anche l’Italia è sostanzialmente in linea, sebbene nel nostro Paese la tendenza sia più sbilanciata verso il numero di operatori postali che dal punto di vista della percentuale di persone che fanno acquisti on line. Discorso che non cambia tanto se, utilizzando il filtro in alto a sinistra, si sceglie di visualizzare la percentuale di persone che utilizzano la posta elettronica. Con appena il 57% della popolazione che la utilizza, siamo la quinta peggior nazione per diffusione dell’uso delle email.

In questo caso emerge con ancora più chiarezza la correlazione tra il numero di postini ogni 10mila abitanti e la diffusione dell’email. A livello continentale le utilizza il 77% delle persone, il record è in Danimarca dove si arriva al 94%.

Ora, se dal punto di vista dell’ecommerce la correlazione può spiegarsi con un rapporto di causa-effetto, ovviamente perché aumentando la diffusione del commercio elettronico le aziende della logistica hanno dovuto assumere più personale e non viceversa, lo stesso non può dirsi se si pensa alle email. In questo caso l’ipotesi, dato che più di questo i dati non consentono, è che un popolo che ha tanto da dirsi continuerà a farlo, sia con la carta che con il digitale. Bene per i postini, insomma.

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