Secondo le migliori stime disponibili, prodotte dall’Ocse e dalla Fondazione ISMU, in Italia la quota di immigrati irregolari sul totale degli stranieri è leggermente inferiore rispetto alla media europea. Negli Stati Uniti, per fare un confronto, sarebbe oltre il doppio.

 

Gli irregolari diventano invece appena superiori rispetto alla media europea se cerchiamo di stimare quanti essi potrebbero essere sul totale della popolazione: valori tutto sommato vicini a quelli del Regno e, per fare un altro confronto, inferiori rispetto a quelli svizzeri.

 

Secondo l’agenzia europea di statistica sono state poco meno di 27mila le persone trovate presenti in maniera irregolare sul territorio italiano nel 2018, in calo di circa 10mila rispetto al 2017. Si è trattato quasi esclusivamente di maschi, spesso giovani fra i 18 e i 34 anni, e diversi dei quali provenienti da Marocco, Albania e Tunisia. Si tratta, in effetti, delle tre nazioni di provenienza più frequenti delle persone trovate in situazione di irregolarità.

 

Questo rimane vero anche tornando indietro di qualche anno, pure se con proporzioni che salgono o scendono a seconda dei casi. Il 2017, va ricordato, era stato un anno particolarmente intenso dal punto di vista del numero di persone trovate in stato di irregolarità – quanto meno se confrontato sia a quello che l’ha preceduto che al seguente.

 

 

Secondo le stime Ocse in Italia non c’è un numero di irregolari anomalo rispetto ad altri Paesi. Negli ultimi anni le autorità hanno individuato circa da 4 a 6 irregolari ogni 10mila abitanti, molti meno di quelli identificati per esempio in Austria o Germania, o anche Francia, Regno Unito e Spagna, per non parlare della Grecia che presenta da tempo i valori maggiori.

 

Come ricorda l’agenzia europea di statistica, “nel 2013 i siriani rappresentavano il maggior numero di persone trovate in posizione irregolare in Ue”, e questo si è ripetuto fino al 2016 con un picco di 859mila persone nel 2015. Sempre in generale i cittadini pakistani sono stati il secondo gruppo più ampio nel 2013, gli eritrei nel 2014 e gli afgani nel 2015 e 2016.

 

Negli ultimi anni, comunque, le persone non in regola sono diminuite: tanto che risultano in calo nel 2016, 2017 e 2018.

 

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