Il Governo Conte è uno dei governi dal linguaggio più populista a livello globale. Lo racconta uno studio commissionato dal The Guardian, che raccoglie i discorsi di 140 leader mondiali degli ultimi vent’anni. Due decenni della retorica populista che ha ribaltato il panorama politico globale.

La ricerca si basa sull’analisi di 728 discorsi pubblici di primi ministri, presidenti e cancellieri in 40 paesi. Il risultato finale suggerisce che il numero di leader populisti è più che raddoppiato dai primi anni 2000.

Il progetto è stato supervisionato dal Team Populism, una rete globale di scienziati politici che ha aperto la strada all’uso dell’analisi testuale negli studi sul populismo. La loro ricerca è compilata nel Global Populism Database. Parliamo del repository più aggiornato, completo e affidabile sul populismo al mondo.

Noi di Infodata abbiamo raccolto nella grafica i risultati di questa ricerca. È possibile navigare attraverso diverse sezioni cliccando sui segnalibri in alto a destra e interagire con la grafica.

La metodologia usata dal Team Populism si basa su una tecnica nota come classificazione olistica. I ricercatori hanno valutato i discorsi su una scala 0-2, che vanno dal non populista al molto populista.

Quello dell’Italia rappresenta uno dei casi più spinosi e particolari affrontato dal Team Populism. La decisione di focalizzare l’analisi sul leader designato del paese ha posto gli studiosi di fronte a diverse complicazioni. Nel presentare metodologia e analisi il nostro paese presenta una postilla. Nella spiegazione si legge come “l’attuale primo ministro è Giuseppe Conte. Un ex professore di legge nominato per rappresentare la coalizione populista tra il Movimento a cinque stelle e la Lega, Conte è effettivamente un equilibrio tecnocratico tra i vice primi ministri Luigi Di Maio e Matteo Salvini.”

Non deve dunque stupire il fatto che Conte singolarmente non abbia ottenuto un punteggio elevato nella retorica populista. Dato che Di Maio e Salvini sono le vere fonti di potere nel paese, il team di ricercatori ha deciso di modificare il punteggio dell’Italia. Dopo essersi consultati con esperti locali e aver considerato i discorsi della campagna elettorale di Di Maio e Salvini, codificati e indicati con alti livelli di populismo, il mandato Conte è stato valutato come 1 e classificato come “populista”. Quella dall’Italia è stata l’unica modifica ad hoc apportata al database. A sottolineare come il caso italiano presenti caratteri di particolarità sotto diversi aspetti.

Il Governo Conte raggiunge un valore massimo di 1, posizionandosi all’ottavo posto globale.

A livello globale il punteggio medio del populismo è raddoppiato da 0,2 dei primi anni 2000 a circa 0,4 di oggi. Anche il numero di paesi con leader classificati come “in parte populisti” (un punteggio a partire da 0,5) è raddoppiato, dai sette del 2004 ai circa 14 negli ultimi anni.

Nella terza tab della grafica ecco comparire la classifica. Al primo posto Hugo Chavez, presidente del Venezuela dal 1999 fino alla sua morte, tranne durante la breve parentesi del colpo di Stato scoppiato nel Paese nel 2002. Con un punteggio massimo di 1,917 il linguaggio dei suoi discorsi è stato classificato come “molto populista”. Lo segue a ruota il socialista Rafael Correa, presidente dell’Ecuador dal 2007 al 2017. Secondo il The Guardian, sotto i suoi tre mandati l’Ecuador è diventato uno dei paesi più progressisti dell’America Latina. Al terzo posto il successore di Chavez, Nicolas Maduro, che governa il Venezuela tramite decreto legge, dal 19 novembre 2013. Maduro raggiunge un alto punteggio di 1,638 nello studio del Team Populism, mentre il Venezuela ha registrato il deterioramento di tutti i parametri macroeconomici.

Se il Venezuela ha seguito una linea coerente di linguaggio populista, da Hugo Chavez a Maduro, altri paesi come India, Stati Uniti, Messico e Brasile vivono una fase nuova. In passato i loro leader raramente si lanciavano nella retorica populista. Dopo le recenti elezioni, i primi ministri o presidenti uscenti hanno invece trasformato i termini del dibattito. Donald Trump raggiunge un punteggio di 0,779 e fa parte della top 20 dei leader più populisti degli ultimi 20 anni.

Un significativo aumento dell’uso della retorica populista nel linguaggio politico si è avuto tra il 2006 e il 2009. Al potere sono saliti Rafael Correa in Ecuador, Evo Morales in Bolivia e Mirek Topolánek in Repubblica Ceca. Im Europa Recep Tayyip Erdoğan e la Russia di Vladimir Putin hanno iniziato a usare con maggior insistenza la retorica populista.

Interessante il caso Erdoğan. Il presidente turco è l’unico leader non latino-americano etichettato come “molto populista”. Nessun altro leader considerato di destra raggiunge il suo punteggio, di 1,467. Un risultato importante se si considera quanto sia cambiato il suo linguaggio nei 16 anni in cui è stato al potere. Nel 2003, quando è salito al potere, era stato classificato come “non populista”.

In UK Theresa May è la prima leader britannica a raggiungere il gruppo dei “molto populisti”, con un punteggio di 0,5.

Torniamo per all’Italia. Nel database sono presenti, oltre a Conte, altri 4 leader italiani. Il linguaggio dell’attuale governo raggiunge il punteggio più alto e si afferma come governo più populista in Italia. Silvio Berlusconi si ferma a 0,875 del periodo 2008-2011. Romano Prodi e Matteo Renzi chiudono il gruppo, rispettivamente con 0,0750 e 0,0375.

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