4Il denaro inviato dai migranti alle famiglie dei loro paesi di origine ha subito un forte calo nel 2020 e si prevede che continuerà a diminuire. Ricordiamo che le rimesse di 200 milioni di lavoratori immigrati aiutano ogni anno 800 milioni di membri delle loro famiglie nei paesi in via di sviluppo a sopravvivere

Secondo i dati pubblicati dalla Banca mondiale e raccolti dal Pew Research Center , le rimesse globali dovrebbero calare del 20% quest’anno. Le regioni più colpite sono Europa , Asia centrale e Africa sub-sahariana. La grafica di Statista mette a confronto il declino delle commesse anno su anno. In particolare è indicata la stima della percentuale del 2020 e il calo della crisi del 2008.

Il previsto calo delle rimesse nei paesi di origine dei migranti è molto più grande di  quanto registrato nella recessione del 2009, quella che ha seguito la crisi di Lehman Brothers con l’Europa e l’Asia che hanno accusato cali nelle rimesse nell’ordine del 15 per cento. Si prevede che l’Africa sahariana subirà un calo del 23 percento delle rimesse. Nel 2009 nonostante la crisi in quell’area del mondo non ci sono state ripercussioni nel transito di soldi dai Paesi più ricchi.

La causa principale di questo congelamento di questo flusso di denaro è rappresentata dalle misure di lockdown messe in atto da Stati Uniti, Arabia Saudita ed Emirati Arabi. Per avere una idea di come era la situazione pre-covid può essere utile guardare i numeri del 2018. Il rapporto della Banca Mondiale è del 2019.

Nel 2018 sono stati inviati all’estero 6,2 miliardi di euro, con una crescita annua del 20, 7 per cento.
I dati sono dello studio della Fondazione Leone Moressa su dati Banca d’Italia, dopo il crollo del 2013 e alcuni anni di sostanziale stabilizzazione, oggi il volume di rimesse rappresenta lo 0,35% del Pil.

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