Che il 4 maggio, giorno dell’avvio della fase 2, non segni un liberi tutti, un ritorno alla vecchia normalità è ormai chiaro a tutti. Ancora per qualche tempo bisognerà osservare norme igieniche e di comportamento alle quali non eravamo abituati. Anche perché la pandemia è tutt’altro che finita.

 

Sì, perché per dichiarare conclusa un’epidemia in un territorio l’Organizzazione mondiale della Sanità richiede che siano trascorsi due periodi di incubazione del virus senza che si registrino nuovi contagi. Per capire a che punto siamo, Infodata, ha realizzato la mappa che apre questo pezzo. I dati sono quelli forniti dalla Protezione civile e quindi vanno presi con le pinze.

Intanto perché viene contagiato come positivo solo chi risulta tale dopo la somministrazione di un tampone. Asintomatici e paucisintomatici non tamponati non vengono conteggiati. Inoltre può capitare, come è successo sabato scorso, che una Regione comunichi un numero di decessi che non erano stati segnalati durante il mese precedente. Nello specifico, si tratta della Lombardia, che ha aggiunto in una sola giornata 282 morti che non erano stati segnalati dai comuni durante il mese di aprile. In questo caso non ci occupiamo di decessi, ma l’esempio serve a spiegare che possono verificarsi degli incomodi nella trasmissione dei dati che finiscono per incidere sulla loro puntualità.

Ma, pur nella consapevolezza dell’esistenza di queste problematiche, questi sono gli unici dati sui quali fare affidamento. Per inciso, sono anche quelli sulla base dei quali il governo e le regioni decidono se allentare o meno le misure di lockdown. E cosa dicono questi dati? Mentre viene scritto questo pezzo, nel tardo pomeriggio di domenica 3 maggio subito dopo l’aggiornamento dei dati da parte della Protezione civile, sono 28 le province che hanno iniziato il conto alla rovescia.

Ovvero che, al netto delle precisazioni fatte sopra, nella giornata del 3 maggio non hanno registrato contagi. Ci sono tre province, l’Aquila, Agrigento e Trapani, nelle quali sono 5 i giorni senza che venga registrato un tampone positivo. Cliccando su un territorio, una finestra informa su quanti sono trascorsi dall’ultimo contagio o, se ce ne sono stati, quanti sono i positivi registrati nell’ultima giornata. A mano a mano che ci si avvicina alla soglia dei 28 giorni, il colore del territorio virerà dal rosso più intenso verso un verde sempre più scuro.

Sì, perché Infodata terrà aggiornata questa mappa quotidianamente, per permettere ai lettori di valutare, con un colpo d’occhio, la situazione. Attenzione, però: basta un solo contagio perché il conteggio riprenda inesorabilmente da zero. E, soprattutto, anche una volta arrivati a 28 giorni senza contagi, non sarà finita: occorrerà iniziare a prepararsi a fronteggiare l’eventuale ritorno del Covid-19. Se questa é la mappa di una nuova speranza, infatti, mai come oggi che è lo Star Wars Day bisogna dimenticare che l’Impero colpisce ancora.

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