Lunedì scorso il capo delle operazioni di Alphabet-Google a livello europeo ha chiesto scusa per inserzioni pubblicitarie che su Youtube nel Regno Unito hanno accompagnato la “messa online” di alcuni contenuti legati al terrorismo, che propagandavano espressioni di odio oppure diffondevano contenuti ritenuti offensivi. La reazione dei vertici di Google, però, non è bastata a frenare la fuga dalla pubblicità da YouTube da parte di alcuni colossi americani: gli inserzionisti temono di associare la propria immagine a siti offensivi. Alcuni clienti come Tesco , Marks and Spencer e The Guardian hanno ritirato i loro annunci dalla piattaforma, finché non ricevono la garanzia che questo non accadrà di nuovo.

Questo grafico mostra la capitalizzazione di mercato di Alphabet-Google dal 23 febbraio al 23 marzo 2017.

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Le scuse, infatti, non sono riuscite a calmare le acque. Mercoledì scorso, la crisi si è estesa persino negli Stati Uniti, dove big spender come Verizon e AT&T hanno messo in stand-by le loro campagne pubblicitarie veicolate dal gigante dei video in streaming. L’intero episodio è stato certamente sentito dai vertici di Alphabet-Google e dai suoi azionisti. Nonostante la leggera ripresa degli ultimi giorni, la capitalizzazione di mercato ha visto un decremento netto da venerdì 17 marzo a a lunedì 27 marzo per un controvalore pari a 22,6 miliardi di dollari.

Il grafico è stato elaborato da Statista. Per maggiori informazioni vai su Statista

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