La Lega e i Cinque Stelle l’una degli altri. Il Pd di sé stesso. Forza Italia, FdI e +Europa, appunto, della competizione per il rinnovo del parlamento di Bruxelles. Ecco di cosa parlano sui giornali i principali partiti italiani. O almeno, quali parole vengono loro associate negli articoli.

Per definirle, Infodata si è affidata ai dati raccolti ed utilizzati da Andrea Fronzetti Colladon, ricercatore del dipartimento di Ingegneria dell’Università di Perugia. Numeri che gli hanno permesso di elaborare un semantic brand score, una sorta di punteggio che indichi il valore del “marchio” dei partiti. Basato sugli articoli dedicati alle europee e pubblicati tra il 12 marzo e la fine di aprile.

Gli stessi dati hanno permesso di costruire delle nuvole di parole, che mostrino quali sono i 50 termini più associati ai sei partiti più importanti tra quelli che si presenteranno alle prossime elezioni.

Intanto la Lega, che è quella con il brand score più alto. Come si può notare, la parola più associata al movimento di Matteo Salvini è fronte Di Maio. Si tratta di un’espressione scelta da Fronzetti Colladon per raggruppare i nominativi degli esponenti del M5S. Le parole più associate al Carroccio, insomma, sono i nomi degli alleati. E ovviamente si parla anche di governo, vicepremier e di ministri.

Una situazione simile a quella relativa ai Cinque Stelle. In questo caso le parole più utilizzate in associazione al M5S sono Salvini, vicepremier e ministro. In altre parole, la narrazione della campagna elettorale delle due forze di governo sui media sembra procedere aristotelicamente per genere prossimo e differenza specifica.

Il Partito democratico, giusto per continuare con le metafore filosofiche, ricorda invece le monadi di Leibniz. Nel senso che le due parole più utilizzate sui media sono Pd e segretario. Ora, è vero che la rilevazione è iniziata la settimana dopo l’elezione di Nicola Zingaretti, quindi in piena analisi del voto. E che a un anno dalle politiche 2018 i Dem hanno avuto un segretario con pieni poteri. Ma la narrazione che traspare sui media è quella di un partito autoreferenziale. Solo colpa dei giornalisti che scrivono gli articoli che hanno costituito il dataset?

Intanto se si guarda alla nuvole di parole di Forza Italia, la più utilizzata è europea. Segno che la narrazione legata al movimento di Silvio Berlusconi sembra più centrata sull’oggetto del contendere. Appunto, il futuro dell’Europa. Oltre a dare conto del dibattito interno a quella che un anno fa si presentò come coalizione di centrodestra. Tra i termini più comuni ci sono infatti Salvini e Fratelli d’Italia.

Movimento di Giorgia Meloni che vede anch’esso europea come la parola associata con più frequenza al proprio nome sui giornali. Da notare che in questo caso traspare meno il dibattito interno al centrodestra. E del resto gli appelli al Carroccio perché spezzi l’alleanza con i pentastellati arrivano soprattutto dagli azzurri.

Infine, il caso di +Europa. In questo caso è Europa la parola più associata. La nuvola di parole mostra però contiene anche parole come sindaco, comune e Parma. Che non viene citata perché sede dell’Autorità europea per la sicurezza elementare, ma perché il suo primo cittadino Federico Pizzarotti è in corsa per un seggio a Bruxelles. Anche questa è campagna elettorale.

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