Nei giorni scorsi sulla prestigiosa rivista medica The Lancet è stato pubblicato un articolo scientifico importante: una stima realizzata dall’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME) presso la School of Medicine dell’Università di Washington, dei tassi di fertilità di 183 paesi del mondo, su 195. Uno scenario insomma di tutto rispetto, che se non vogliamo chiudere gli occhi, ci mette davanti al fatto di vivere da decenni su palafitte. Ci siamo illusi di aver costruito sopra uno stagno quieto, ma in realtà siamo soggetti all’andamento delle maree.

The reference scenario is presented with 95% UIs, which are represented by the shaded area. Countries were selected on the basis of the most populous countries in 2017 and those projected to be the most populous in 2100. Past estimates up to 2017 are from GBD 2017, and estimates for 2018–2100 are means of each scenario. GBD=Global Burden of Diseases, Injuries, and Risk Factors Study. SDG=Sustainable Development Goal. UI=uncertainty interval.


Nel complesso, secondo le previsioni, 23 paesi vedranno ridursi le popolazioni di oltre il 50%, fra cui l’Italia, che passerà dai 61 milioni di abitanti del 2017 ai 31 milioni del 2100. Il Giappone da circa 128 milioni di persone passerà a 60 milioni nel 2100, la Thailandia da 71 a 35 milioni, la Spagna da 46 a 23 milioni, il Portogallo da 11 a 5 milioni. Si prevede che altri 34 paesi avranno un calo della popolazione dal 25 al 50%, inclusa la Cina, che da 1,4 miliardi di abitanti del 2017 arriverà ad “appena” 732 milioni nel 2100. Stiamo andando incontro a un cambiamento epocale. L’articolo integrale lo trovate su 24+ edizione premium del Sole 24 Ore. 

L’articolo Demografia, per la prima volta la popolazione mondiale comincerà a calare. Sotto i nove miliardi nel 2100 sembra essere il primo su Info Data.

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