Se invece consultiamo le previsione delle Nazioni Unite possiamo mettere lo sviluppo futuro dell’Italia in contesto rispetto a quello del resto del mondo o di altre nazioni sviluppate.

Se consideriamo gli altri paesi europei simili a noi, nessun altro avrà probabilmente un calo della popolazione delle stessa intensità. Anche le Nazioni Unite hanno sviluppato diversi scenari, più o meno probabili, e che in effetti si estendono fino al 2100. Va ricordato che più si va avanti nel tempo più aumenta l’incertezza, ma chiarito questo in ciascun caso l’Italia risulta perdere molti più abitanti degli altri.

La combinazione di un insieme di fattori, fra cui il basso numero di immigrati in arrivo e un’elevata emigrazione dei “nativi”, tenderà a spingere il numero di italiani verso il basso.

 

 

Allargando lo sguardo ai continenti, troviamo che il contributo di quelli che includono le nazioni economicamente più sviluppate dovrebbe essere tutto sommato marginale. I grandi cambiamenti della popolazione mondiale deriveranno, in un verso o nell’altro, da Asia e Africa. La prima è già da tempo e continuerà a essere in futuro l’area con più abitanti del mondo, ma con il suo progressivo sviluppo la crescita degli abitanti dovrebbe prima rallentare e poi invertirsi intorno alla metà di questo secolo – un po’ com’è successo anche alla stessa Europa in passato.

L’Africa ha invece ancora un enorme spazio di sviluppo davanti a sé, che se sfruttato dovrebbe portare questo continente nei prossimi decenni a diventare ben più popoloso di oggi: fin quasi a raggiungere l’Asia intorno al 2100. Da un punto di vista demografico, Europa e America Latina sono più stabili, anche se la prima tenderà comunque al ribasso. Il Nord America, per parte sua, nello scenario più probabile dovrebbe salire fino a mezzo miliardo di abitanti intorno alla fine del secolo.

 

 

Sommando tutto, non resta che dare il quadro globale di quanto possiamo aspettarci nei prossimi decenni. Nel caso ritenuto più probabile dalle Nazioni Unite, Asia e Africa dovrebbero continuare a spingere verso l’altro la popolazione mondiale fino al 2100 circa, quando quest’ultima si assesterà intorno a poco meno di 11 miliardi di persone contro le 7,8 di oggi.

 

Nel caso in cui alcuni fattori demografici fermino invece le pressioni al rialzo, la crescita della popolazione dovrebbe arrestarsi intorno al 2060. Si tratta però di uno scenario improbabile anche se non impossibile, e che potrebbe avverarsi con la stessa frequenza del caso opposto: quello in cui nel 2100 saremo in realtà oltre 12 miliardi e mezzo – e ancora in aumento.

 

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