Contributo a cura della società di consulenza Prometeia

 

 

Con la lista delle possibili ritorsioni per prodotto e Paesi coinvolti, i perimetri dello scontro commerciale tra USA ed Europa si fanno più definiti.

L’infografica mostra l’entità dell’export sottoposto a un possibile aumento dei dazi a partire dal prossimo 18 ottobre [1]. Francia e Germania, i due Paesi maggiormente coinvolti nel progetto Airbus, sono i più colpiti. Secondo la lista provvisoria dei codici sottoposti a nuove tariffe, entrambi i Paesi subiranno un aumento sia nel comparto specifico dell’aerospazio sia in altri settori strategici come bevande alcoliche (vino per la prima, birra per la seconda) ed elettromeccanica.

Tra i fornitori più penalizzati anche il Regno Unito destinato a un aggravio tariffario in diversi settori, dall’agroalimentare alla moda, alla meccanica.

Nel quadro di una strategia di pressione chiaramente differenziata tra i Paesi europei, Spagna e Italia presentano livelli di export a rischio più contenuto. Tuttavia per entrambi i paesi l’azione è fortemente concentrata dal punto di vista settoriale, con l’agroalimentare (per l’Italia soprattutto formaggi, liquori e una parte dei salumi) a pagare il prezzo più alto della guerra commerciale.

[1] I valori sono espressi in euro.

 

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