Il primo uomo posò il piede sulla Luna il 21 luglio alle ore 02:56 UT. Al primo appoggio sulla superficie Armstrong commenta l’evento come “un piccolo passo per un uomo, un balzo da gigante per l’umanità”. Siamo sei ore dopo l’allunaggio del 20 luglio 1969. Cinquant’anni da allora ad oggi. Sembra ancora fantascienza.

L’Apollo 11 fu la 32esima missione statunitense che puntava a scoprire la Luna. La più ricordata, la più celebre. Culmine e conclusione di quella sfrenata corsa allo spazio intrapresa dagli Stati Uniti e dall’Unione Sovietica, nel più ampio scenario della Guerra Fredda.

Numerose missioni spaziali sono state intraprese per studiare il satellite naturale della Terra. Oggi il nuovo sogno si chiama Marte. Un pianeta che da tempo è obbiettivo di missioni spaziali. Nella grafica abbiamo raccolto 130 esplorazioni verso la Luna e 56 verso Marte. Un’esplorazione visuale di sessant’anni di ricerca spaziale. È possibile interagire alla scoperta del passato, presente e futuro dell’umanità.

 Luna 2 dell’Unione Sovietica fu il primo veicolo spaziale a raggiungere la superficie della Luna con successo, il 13 settembre 1959. Nel 1966, Luna 9 divenne la prima astronave a raggiungere un atterraggio morbido controllato. Un avvicinamento a piccoli passi che ha le sue radici durante la Guerra Fredda. Stati Uniti e Unione Sovietica sono di gran lunga le due superpotenze dello spazio. Insieme raggiungono 158 missioni totali, la maggior parte concentrata tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta. Un gran numero considerando che tutte le altre nazioni del pianeta si fermano a 28. L’Unione Sovietica sopravanza gli Stati Uniti per numero di missioni quando parliamo della sola Luna. Siamo infatti a 56 missioni contro le 55 statunitensi.

Il 51% delle missioni lanciate verso il satellite naturale della Terra si sono concluse con successo. Eppure, non sono mancati i fallimenti in questo viaggio alla conquista della Luna. 63 missioni si sono concluse senza raggiungere l’obbiettivo. Passi falsi nell’ordine delle cose. Pensiamo alla missione denominata Apollo 13. Decollata l’11 aprile 1970, doveva essere la terza missione a sbarcare sulla Luna dopo quelle di Apollo 11 e Apollo 12. Oggi celebre per il guasto che impedì l’allunaggio e rese difficoltoso il rientro sulla Terra.

E Marte? Il fondatore di SpaceX, Elon Musk, vede il pianeta ormai a portata di mano, e afferma che oltre 1 milione di persone potrà viverci entro 100 anni. L’esplorazione di Marte e l’eventuale sbarco dell’uomo non sono una novità degli ultimi anni. Mentre le missioni umane sono rimaste quasi impossibili dal punto di vista finanziario e logistico, già nel 1960 si registrano le prime missioni senza equipaggio. Il primo sorvolo di Marte di successo è datato 15 luglio 1965. Il Mariner 4 statunitense fu la prima sonda spaziale a raggiungere con successo il pianeta. Raccolse le prime 22 immagini ravvicinate della superficie marziana durante il sorvolo. Oggi si contano 56 missioni alla scoperta di Marte. Di questo 26 hanno avuto successo. A testimonianza delle difficoltà non ancora totalmente risolte nel raggiungere il pianeta rosso. L’esplorazione ha raggiunto costi finanziari considerevoli, anche a causa del grande numero di fattori che possono influire negativamente sulla riuscita della missione.

Solo 7 missioni sono di marca europea. Ma è bene ricordare il ruolo del nostro paese. L’Italia è il terzo paese che contribuisce maggiormente all’Agenzia Spaziale Europea, quanto a livello mondiale, visto lo stretto rapporto di collaborazione con la Nasa. Parliamo inoltre del sesto paese nel mondo per produzione di articoli scientifici più citati nel campo delle scienze spaziali. Ma non solo. L’Italia è stata la terza nazione al mondo a porre in orbita autonomamente un satellite nel 1964.

 

 

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