C’è chi dice che non arriverà mai la seconda ondata e chi, come Andrea Crisanti, il virologo dietro alla strategia veneta di gestione della pandemia, afferma che potrebbe arrivare già alla fine di agosto. C’è chi, come Roberto Burioni, è entrato in silenzio stampa e chi, come Pierluigi Lopalco, ha scelto di candidarsi alle elezioni regionali in Puglia, in appoggio al presidente uscente Michele Emiliano, del quale è stato consulente durante il lockdown. C’è chi dice che il virus è mutato e chi invece che la riduzione dei decessi e l’aumento delle guarigioni sono dovute al fatto che negli ospedali ci sono meno pazienti dei quali prendersi cura.

Mentre, anche giustamente visto che il Sars-CoV-2 è comunque un virus di scoperta recente, la scienza discute, la politica dovrebbe fare altro. Ovvero, prepararsi al peggio. Il che significa stoccare dispositivi di protezione personale nei magazzini degli ospedali, acquistare respiratori e tutti quegli strumenti necessari ad aumentare i posti letto nelle terapie intensive. Insomma, tutto ciò che serve a non farci trovare impreparati nel caso in cui la seconda ondata arrivasse sul serio.

Oltre, ovviamente, ad agire per prevenirla. Che l’acquisto di milioni di banchi con le rotelle rientri nel novero, è un giudizio che lasciamo volentieri ai lettori. Di sicuro sono azioni di prevenzione il contact tracing, anche con quell’app Immuni che ha finora individuato un positivo ogni 93mila download, e l’isolamento degli otre 600 focolai attualmente attivi nel Paese.

In tutto questo, la Protezione civile continua nella sua attività di monitoraggio e comunicazione dei dati relativi all’andamento dell’epidemia nel nostro Paese. Un bollettino al quale gli italiani non riservano più la stessa attenzione che gli dedicavano durante il lockdown. Anche in questo caso, giustamente. Ulteriore segno di questa disaffezione della popolazione rispetto ai numeri della pandemia anche la scarsa eco con cui è stato accolto un dato diffuso nei giorni scorsi dall’Istituto superiore di sanità e dall’Istat. Un dato che, se fosse arrivato qualche settimana fa, avrebbe conquistato i titoli di apertura dei giornali. Ovvero quello relativo alle cause di morte dei pazienti positivi al Sars-CoV-2, che Infodata ha riassunto in questa infografica:

Il lettore ricorderà il dibattito, invero stucchevole, sui morti “per” coronavirus e “con” coronavirus che animò l’opinione pubblica durante la fase 1. Bene, ora che sono a disposizione i dati, se ne parla poco o punto. Preferendo, il dibattito, orientarsi su tematiche tornate alla ribalta, come la questione dei migranti. E a testimonianza di come un approccio basato sui dati non sia più di interesse, ecco un ex ministro degli Interni, nonchè esponente politico di organizzazioni importanti, parlare di una evidente correlazione tra immigrazione e Covid.

Dimenticando, probabilmente, che una correlazione non implica affatto un rapporto di causa-effetto. E che se correlazione esiste tra i due fenomeni, si tratta di correlazione inversa. Nel senso che i nuovi positivi abbondavano in inverno e in primavera, quando di barconi nel Mediterraneo non c’era nemmeno l’ombra. E sono fortunatamente in calo in estate, mentre invece aumentano gli sbarchi. A pensarla alle estreme conseguenze, per dirla col filosofo, verrebbe da dire che ne sarebbero auspicabili di sempre più frequenti, così che si accompagnino a sempre minori contagi.

Il punto è che per quanto evidente, almeno nelle parole dell’ex ministro di cui sopra, questa è una correlazione spuria. Come quella tra la spesa americana in ricerca scientifica e il numero di suicidi per impiccagione o quella tra il consumo pro capite di formaggio e il numero di persone morte soffocate dalle proprie lenzuola. Chi volesse divertirsi, di queste correlazioni che tali non sono trova ampia collezione su tylervigen.com. Ché tanto, per quanto qui a bottega si speri nel contrario, dati e grafici sembrano destinati a tornare ad essere quel giochino per nerd che sono stati fino a prima della pandemia.

Le altre puntate della serie cronaca critica della diffusione dei dati le trovate qui sotto

S01E01

So1Eo2

S01E03

S01E04

 

L’articolo Cronaca critica della diffusione sui dati Covid, che ormai non interessano più a nessuno. Ultima puntata sembra essere il primo su Info Data.

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