Studiare ciò che è di tendenza su Google è un modo per mettere le orecchie a terra e intercettare cosa si sta muovendo dentro la società. Non di una società in generale ma di chi cerca risposte su internet. Sono segnali deboli che non certificano ma indicano dei micro-cambiamenti che avvengono in precisi momenti. La mappa animata dei ricercatori di V1 Analytics mostra le parole più ricercate sul motore Google divise per Stato dal 2010 al 2020.  I dati arrivano dal rapporto annuale di Google Trending. Google Trends identifica i vocaboli o le informazioni più cercate sul web in un certo arco di tempo o in una specifica area geografica.

Per calcolare l’interesse di ricerca giornaliero è stata usata l’interpolazione lineare. Il tool , per chi non lo conoscesse, è disponibile anche su smartphone tramite l’app “GoTrends” che equivale a Google Trends app, sia per dispositivi Android che iOs. Vanno distinte le parole chiave che hanno registrato il maggiore aumento di traffico, in un determinato periodo di tempo e le parole chiave più cercate in un determinato intervallo di tempo. Comprendere la differenza tra ricerche di tendenza e ricerche principali è importante perché ci consente di capire perché alcune parole chiave tendono in alcuni punti, ma non in altri. Ad esempio, nel marzo 2020, la parola “coronavirus” era di tendenza in gran parte degli Stati Uniti, con poche eccezioni: non era di tendenza in Massachusetts, California, Texas, Nevada o Arizona. Qui a febbraio su Info Data abbiamo analizzato le ricerche sul territorio italiano. Occorre fare attenzione quando si analizzano le ricerche su Google . In primo luogo perché che chiede cose a un motore di ricerca non è un campione statistico vero e proprio. Nel senso che non ha le caratteristiche demografiche per essere ritenuto tale. E poi perché molto spesso interroghiamo internet per capire cose da internet o parole nuove che apprendiamo dai telegiornali, dalla tv o dai giornali online. I trend topics non vanno scambiati con lo spirito dei tempi o con l’agenda di una specifica popolazione. Sono come detto segnali deboli di cose che stanno cambiando. Intercettano eventi epocali come il coronavirus ma anche il gossip più becero sulla star di turno. Non c’è un alto o basso e  neppure un intento giudicante. Questa dati vanno semplicemente per quello che seno. Segnali deboli.

Nuovo video segnalato da utenti-lettori del blog per riflettere sulle prospettive di una società mossa dai dati

 

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