In principio è stata la Johns Hopkins University. L’ateneo con sede a Baltimora, Maryland, ha ricoperto per settimane il ruolo di principale fonte di informazioni per chi volesse monitorare l’andamento della diffusione del nuovo coronavirus. Quando l’infezione è arrivata in Italia, con i primi casi registrati nel lodigiano e nel padovano, è cambiata anche la percezione: da una parte c’era ovviamente un maggior interesse da parte del pubblico nel capire i numeri legati all’epidemia, dall’altra una difficoltà a reperirli. Per colmarla, prima che ci pensasse la Protezione civile, sono venuti in aiuto privati, come la Fondazione Gimbe, ma anche qualche civic hacker. Questa è la storia di come sono stati diffusi i dati relativi all’epidemia di coronavirus.
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L’articolo Coronavirus: cronaca critica della diffusione (dei dati). Prima puntata sembra essere il primo su Info Data.

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