Se nelle parti precedenti di questa serie abbiamo analizzato cosa pensano gli italiani attraverso i dati dell’ultimo Eurobarometro, in quest’ultima è arrivato il momento di provare a tirare qualche conclusione politica. La domanda cruciale è questa: quali sono i fattori che hanno spinto gli italiani a votare come hanno fatto nella primavera scorsa?

 

Molti commentatori hanno puntato il dito verso economia e immigrazione come gli elementi costitutivi del consenso verso, rispettivamente, Movimento 5 Stelle e Lega. Eppure analisi  condotte subito dopo il voto mostravano una situazione spesso diversa. Per esempio una qualche associazione fra mancanza di lavoro e voto ai 5 stelle al sud molto probabilmente esiste, ma non affatto forte abbastanza da spiegare tutti i voti da loro ricevuti.

 

In più, al contrario di quanto credono in tanti, la Lega al nord non ha ricevuto tanti voti nelle province dove vivevano più stranieri, né in quelle dove il numero di immigrati era aumentato in maggior misura negli ultimi anni.

 

 

Da qualcosa però il voto deve pur dipendere. Cosa ci resta, allora? Per entrambi i partiti i nuovi dati dell’Eurobarometro ci forniscono indizi importanti per capire cosa ne spinge il consenso. Nel caso del Movimento 5 Stelle, le regioni che li hanno votati di più sono anche quelle in cui prevale l’insoddisfazione economica. La distinzione fra realtà e percezione è fondamentale, perché per esempio l’associazione fra misure dell’economia reale come il PIL e il successo del movimento non è molto forte.

 

Questo vuol dire che, per spiegare almeno parte dei risultati di questo partito, non basta guardare a come va davvero l’economia ma anche (e forse soprattutto) a elementi più soggettivi – appunto a quanto le persone giudicano in maniera positiva la propria situazione.

 

 

Il passaggio da realtà a percezione c’è anche nel caso della Lega e dell’immigrazione. Se non è affatto vero che le aree del nord con più stranieri tendono alla fine a favorire questo partito, troviamo invece che la percezione degli immigrati come un problema tende ad andare di pari passo con il suo successo elettorale.

 

Allora forse converrebbe chiedersi cos’è che influenza la percezione degli immigrati, più che concentrarsi su quanti sono e quanti ne arrivano.

 

 

 

 

Un ultimo elemento per capire le radici della Lega moderna è il suo atteggiamento verso il futuro. Troviamo infatti che essa riscuote più successo nelle regioni del nord dove prevale il pessimismo: un ulteriore tassello per capire dove siamo e come ci siamo arrivati.

 

 

 

Sia nel caso della Lega che del Movimento, percezione dell’economia e dell’immigrazione certamente non spiegano tutto. Si tratta forse dei fattori che meglio raggruppano gli elettori sotto un unico ombrello, ma quando parliamo di grandi partiti di massa e milioni di elettori cercare un elemento unico che chiarisce tutto probabilmente è un’impresa destinata a fallire in partenza: le persone sono diverse e altrettanto diversi sono i motivi che li spingono a votare questo o quel gruppo politico.

 

In aggiunta si tratta di un campo in cui i dati scarseggiano, e siamo costretti a lavorare con quel che c’è, che spesso non è molto oppure è poco aggiornato – come cercare la strada in una strada annebbiata con solo una vecchia bussola e i finestrini oscurati. Qualche indizio della direzione giusta magari esiste, ma purtroppo certezze assolute non sono cosa di questo mondo.

L’articolo Come si costruisce il consenso in politica? La distinzione fra realtà e percezione sembra essere il primo su Info Data.

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