Un modo forse ancora più semplice per capire come viene diviso il carico di lavoro fra uomini e donne è metterli in proporzione – ovvero chiederci se in una certa nazione sono più gli uni o le altre a passare più tempo in questo modo, sottraendolo ad altre attività.

 

Troviamo così che a volte, come in Olanda, sono gli uomini che spendono un maggior numero di ore lavorando in ufficio o svolgendo attività domestiche. In altre, come è il caso dell’Italia, il peso ricade invece molto più sulle donne. Il nostro, infatti, è proprio fra i paesi dove il carico appare più sbilanciato verso queste ultime: sono loro a spendere così circa un’ora e mezza in più al giorno, tutti i giorni, rispetto agli uomini italiani.

 

 

I numeri dell’OCSE sono un’istantanea che fotografa un momento soltanto, ma non ci consentono di capire se almeno la situazione sta migliorando verso una maggiore parità oppure no. Per controllare se è così possiamo però usare altre statistiche compilate dall’ISTAT, forse un po’ meno recenti ma che almeno danno la possibilità di tracciare qualche linea nel tempo.

Si tratta, per la precisione, di un indice di asimmetria che misura quanto quanto il lavoro domestico pesa sulle sole donne italiane; tanto più esso sale, tanto maggiore è la disparità.

Troviamo così che, lungo l’arco di un decennio circa, la situazione appare in generale migliorata, ma come succede spesso i valori medi trovano al loro interno situazioni del tutto diverse. Una delle variabili cruciali, per il miglioramento, sembra essere proprio il lavoro. Nelle coppie in cui l’uomo lavora ma la donna no ci sono stati passi in avanti, ma molto piccoli. Al contrario, quando le donne hanno un impiego la relazione tende a essere più paritaria in generale, e in aggiunta appare migliorare nel tempo a un passo più rapido.

 

Altro elemento determinante sono i figli. Nelle coppie che ne hanno c’è molta meno parità che in quelle senza, perché una parte significativa della loro cura ricade finisce per ricadere quasi sempre sulle donne.

 

A contare, pur meno, è anche il livello di istruzione della coppia. A parità di titolo di studio degli uomini, le donne laureate vivono relazioni più paritarie nelle attività domestiche, anche se di nuovo il lavoro – o la sua mancanza – incide molto in questo equilibrio. Senza di esso, mostra l’evoluzione lunga un decennio, il percorso verso un rapporto fra pari si riempie di ostacoli.

 

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