Tra i tanti ambiti che sono stati colpiti dalla pandemia COVID-19, il mondo dei parcheggi è sicuramente uno tra i primissimi che ha risentito direttamente della riduzione del traffico a seguito delle misure restrittive attuate più o meno in giro per tutto il mondo.

Se da un lato i vari lockdown hanno di certo minimizzato gli spostamenti in automobile facendo di conseguenza diminuire drasticamente le emissioni di CO2, dall’altro le amministrazioni pubbliche hanno visto andare in picchiata gli introiti provenienti dai parcheggi.

Tanto per avere un’idea dal punto di vista prettamente quantitativo, si stima che la sola Londra, nell’arco del 2020, sia in linea per perdere una cifra superiore a cinquecento milioni di euro che corrisponde a più della metà di quanto incassato nell’anno precedente.

Visto che non si sta parlando di spiccioli, e soprattutto se si prende la capitale inglese come esempio, è probabile che, per attenuare i mancati introiti, le cifre per i parcheggi siano destinate a rimanere piuttosto alte; a questo punto potrebbe essere legittimo chiedersi: ma quanto costa il parcheggio in giro per il mondo?

Questa è la domanda che si è posta Fixter, azienda inglese impegnata nel settore automobilistico, più precisamente nel ramo dei servizi di manutenzione, e che ha trovato una risposta grazie alla pubblicazione del 2020 Parking Price Index.

Questo studio, condotto su sessantacinque città nel mondo, è basato sull’identificare i prezzi orari medi del parcheggio in alcune aree “tipiche” del centro delle città e per la precisione sono cinque: aeroporto, parcheggi custoditi nello “shopping district”, parcheggi in strada nello “shopping district”, stadio e adiacenze dei municipi.

Sulla base della tariffa oraria, fatta eccezione per gli stadi per cui è stata presa la tariffa fissa delle canoniche tre ore di posteggio, per ognuna delle cinque zone, è stato calcolato un indice definito come la deviazione percentuale rispetto al valore mediano delle sessantacinque città esaminate.

Una volta ottenuti i cinque sotto-indici per ciascuna città, il loro valore medio costituisce l’indice finale con cui sono state ordinate le varie località mondiali in modo da capire dove si spenda di più, specialmente in relazione alle altre città ed in funzione delle cinque aree diverse.

Nei grafici che seguono, sono stati quindi riportati i cinque sotto indici delle deviazioni percentuali riferite alle zone esaminate in modo da avere una heat map guidata da un gradiente di colore semaforico che spazia dal rosso per i valori con un’alta deviazione percentuale (in sostanza prezzo molto più alto rispetto al valore mediano) al verde per quelli negativi (caratterizzati da un prezzo puntuale al di sotto del valore mediano).
Il valore complessivo dell’indice, figlio della media dei cinque sotto-indici, è rappresentato in mappa (e per visualizzazioni desktop anche con istogramma) con il medesimo schema di colori.
Passando il cursore (click da mobile) su ogni grafico è possibile ottenere il dettaglio puntuale dei prezzi orari di ogni città per le cinque zone esaminate.

Partendo dall’indice complessivo, la città con il valore più alto è New York che, con una media di 355% punti percentuali di deviazione, stacca l’altra statunitense sul podio (Boston, 283%) e Sydney (211%).

Tra le prime dieci città, oltre alle tre già citate, figurano altre cinque località degli Stati Uniti d’America (Philadelphia, Chicago, Minneapolis, San Francisco e Washington) a cui si aggiungono Londra (quarta a quota 191%) e Brisbane (174%).

A grandi linee, dando uno sguardo di insieme alla mappa, si potrebbe sintetizzare dicendo che le zone geografiche più calde sono collocate nel Nord America (con la sola eccezione di Dallas, -13%), Australia, ed Europa centro-settentrionale.

Europa rappresentata in parte anche dall’Italia con Roma che si classifica in 43esima posizione a fronte di un indice pari a -11%.
Nello specifico, esaminando il dettaglio della Città eterna, le tariffe variano da 1,20€ per il parcheggio in strada nel cosiddetto “shopping district” ai 6€ per la sosta durante un evento sportivo.

Rispetto al resto del mondo, o per meglio dire rispetto alle altre città, Roma è più economica in fatto di tariffe per tre zone su cinque – aeroporto (-27%), parcheggio in strada (-56%) e stadio (-41%) – mentre risulta più cara per il parcheggio custodito (1%) e per la zona centrale limitrofa al municipio (68%).

Il caso di Roma non è di certo l’unico per cui si registrano variazioni “di colore” fra le diverse zone della stessa città e ne sono un esempio concreto Chicago e Stoccolma, due località classificatesi entrambe nella metà alta della graduatoria.

La Città del vento nell’Illinois risulta infatti molto a buon mercato per quanto riguardo il parcheggio in aeroporto (-50%) pur avendo prezzi nettamente più salati nelle altre quattro zone, mentre la capitale svedese alterna tariffe molto competitive per stadio (-77%) e zona municipale (-36%) a differenza invece di quanto propone per i parcheggi custoditi (170%).

 

 

L’articolo Aeroporti, shopping e centro città: dove costa di più parcheggiare l’auto? Il caso di Roma sembra essere il primo su Info Data.

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