Il rapporto autentico sul raccolto delle arance riportava un fatto ben circostanziato: l’inverno – che era apparso in un primo momento alquanto rigido – non aveva in realtà creato alcun problema ai produttori. Si poteva dunque prevedere un’ampia offerta che certamente avrebbe prodotto la discesa del prezzo del succo d’arancia concentrato, una volta che i mercati fossero stati messi al corrente della notizia.

Tuttavia, con in mano un falso rapporto che diceva che la disponibilità di arance sarebbe stata molto ridotta, i fratelli Duke – noti brooker di Wall Street – credevano che la domanda di succo concentrato sarebbe stata molto superiore. Il loro obiettivo era quello di farne aumentare il prezzo prima della diffusione del rapporto, per poi rivenderlo a prezzi ancora più elevati.

La fine della storia e della miserevole avventura dei fratelli Duke è nota: “Una poltrona per due”, film di John Landis del 1983 con Dan Aykroyd, Eddie Murphy e Jamie Lee Curtis, rappresenta ancora un ottimo esempio di come le previsioni – vere o false, originali o manipolate – possano rappresentare un crocevia nelle nostre esistenze. Certamente è stato così per i fratelli Duke.

Ma quando sono iniziate le previsioni economiche, ovvero quando è iniziato il lavoro del previsore? Una risposta univoca non c’è. Secondo quanto riportato da Aristotele, Talete, insigne filosofo e scienziato, veniva spesso criticato dai suoi concittadini per lo stato di povertà nel quale si era condannato data la sua inclinazione filosofica.

Queste accuse nei confronti della filosofia lo avrebbero spinto a un gesto “pratico” teso a smentire i suoi critici rispetto all’inutilità della ricerca teoretica.

Talete, grazie alle sue conoscenze astronomiche e meteorologiche, aveva previsto un abbondante raccolto di olive e, con una cifra modesta, aveva opzionato a poco prezzo l’uso dei frantoi di Mileto e della vicina isola di Chio. Il suo piccolo investimento si sarebbe trasformato in un grande profitto con l’avverarsi delle sue previsioni nella stagione della raccolta delle olive, durante la quale avrebbe potuto fissare l’affitto dei frantoi in un sostanziale regime di monopolio.

Nonostante le diverse possibili ricostruzioni dell’idea stessa di previsione economica, dall’avventura di Talete in poi un fatto è certo: l’idea che si possa gestire il rischio viene ancora prima della elaborazione di una cultura scientifica della previsione. E ovviamente il maggior impulso alla cultura della gestione del rischio, associato a una cattiva previsione, è venuto nei momenti di crisi.

Come racconta Mike Dash nel suo Tulipomania: The Story of the World’s Most Coveted Flower and the Extraordinary Passions It Aroused, la storia dei tulipani nella florida Olanda del ‘600 rappresenta un primo noto esempio di bolla speculativa che trova nella mancata percezione del rischio associato alla previsione un elemento fondante.

Nella prima metà del ‘600 i tulipani erano scambiati nelle borse valori di numerose città olandesi con un rendimento tale da indurre quote sempre crescenti della popolazione a vendere proprietà immobiliari o attività economiche pur di avere una disponibilità economica per operare sul mercato dei tulipani. Alcuni speculatori – come riportato da fonti storiche di prima mano – approfittarono della situazione e fecero grandissimi profitti.

Alcuni commercianti di tulipani cominciarono con il vendere bulbi che erano stati appena piantati o quelli, addirittura, che avevano intenzione di piantare generando forse il primo mercato a futuri.  Una di quelle situazioni che Robert J. Shiller, professore a Yale e Premio Nobel per l’Economia nel 2013, «per le analisi empiriche sui prezzi delle attività finanziarie» avrebbe catalogato come “Irrational Exuberance”.

Nel febbraio del 1637, non potendo più spuntare prezzi gonfiati per i loro bulbi, i commercianti di tulipani cominciarono a vendere. La bolla speculativa scoppiò. Si incominciò a capire che la domanda di tulipani non avrebbe potuto più mantenersi a quei livelli, e questa opinione si diffuse man mano che aumentava il panico. Alcuni detenevano contratti per comprare tulipani a prezzi dieci volte maggiori di quelli di mercato (ormai crollato), mentre altri si trovarono a possedere bulbi che valevano un decimo di quanto li avevano pagati. Centinaia di olandesi, inclusi uomini di affari e dignitari di corte, caddero in rovina finanziaria. Questa volta al contrario.

Gli incrementi e le altrettanto repentine discese delle più diverse attività finanziarie in parti del Mondo hanno caratterizzato i due secoli successivi, ma resta storicamente accertato che l’attività di previsione economica fatta con criteri scientifici inizia negli Stati Uniti alla fine dell’800.

Anche in questo caso è stata la crescita economica, accompagnata da quella che oggi chiameremo un’elevatissima volatilità e successiva bolla speculativa e caduta del mercato a squarciare un velo già noto.

Nel cinquantennio che trascorre tra il 1870 e il 1920 gli Stati Uniti si trasformano da paese prevalentemente agricolo a nazione urbana e industriale. L’indice di borsa, che era cresciuto dal momento della sua stessa nascita   avvenuta sul finire del secolo precedente, conobbe diverse crisi, sperimentandone una particolarmente severa nel 1929. La crisi del ’29 è stata oggetto di moltissime ricostruzioni, e ha permesso di evidenziare in modo molto chiaro qual siano le principali caratteristiche della bolla speculativa.

Il mondo delle previsioni economiche è cambiato moltissimo da quel giorno del 1929. Sono cambiate le metodologie, la teoria economica ha mostrato nuovi e più importanti sfide, ma il futuro non potrà essere strutturalmente diverso dal passato. Come diceva il grande fisico danese Niels Bohr “Prediction is very difficult, especially if it’s about the future”.

La previsione economica diventerà, se non più precisa, certamente più complessa. Complessa da realizzare e difficile da comunicare a un pubblico sempre più vasto e sempre più interessato a come queste previsioni vengono elaborate. L’elevato grado di sofisticazione non ci darà previsioni più precise: ci sarà sempre una bolla speculativa in agguato, ci sarà sempre una crescita non prevista delle attività economiche (il caso cinese dell’ultimo mese è davvero emblematico di una situazione in cui una bolla speculativa si prepara, si disegna, cresce ed esplode).

Il futuro che ci attende nel campo delle previsioni economiche è denso di imprevisti. Il vero successo sarà quando, come ebbe a predire il fondatore della moderna macroeconomia, gli economisti “could manage to get themselves thought of as humble, competent people on a level with dentists, that would be splendid. (Se gli economisti riuscissero a farsi considerare gente umile, di competenza specifica, sul piano dei dentisti, sarebbe meraviglioso.) La strada dunque è ancora lunga.