La battaglia contro i batteri resistenti ai farmaci è tornata alla ribalta come problema di salute pubblica, da quando le proiezioni li considerano i responsabili delle morti che dovrebbero superare il cancro entro il 2050.

Anche se la situazione è scoraggiante, gli scienziati fanno del loro meglio per risolvere il problema prima che raggiunga livelli irreparabili. Ad esempio sono stati compiuti sforzi per limitare l’impiego di antibiotici nel bestiame e, da parte dei medici, nel distinguere tra infezioni batteriche e virali quando si tratta di prescrivere una cura al fine di limitare gli sprechi di antibiotici. Oltre ai metodi di prevenzione i ricercatori sono alla ricerca di nuove armi per contrastare l’antibiotico-resistenza.

All’Università del Colorado a Boulder hanno deciso di pensare “in piccolo” per trovare una soluzione: ovvero nuove nanoparticelle attivate dalla luce chiamati “punti quantici”. Questi punti, circa 20.000 volte più piccoli di un capello umano , assomigliano a minuscoli semiconduttori utilizzati nell’elettronica di consumo. Nonostante le loro dimensioni, questi punti quantici sono riusciti a uccidere il 92% delle cellule batteriche resistenti ai farmaci in una coltura di laboratorio.

“Riducendo questi semiconduttori fino alla nanoscala, siamo in grado di creare interazioni altamente specifiche all’interno dell’ambiente cellulare capaci di colpire solo l’infezione”, ha dichiarato Prashant Nagpal, del dipartimento di Chimica e Ingegneria biologica all’Università del Colorado e autore senior dello studio, pubblicato sulla rivista Nature  Materials.

Batteri resistenti agli antibiotici, tra cui Salmonella, Escherichia coli e Staphylococcus uccidono ogni anno almeno 23.000 persone solo negli Stati Uniti. Già ricerche precedenti avevano dimostrato che le nanoparticelle di metallo (di oro, argento e altri metalli) sono efficaci contro le infezioni resistenti agli antibiotici. Il problema è che danneggiano anche le cellule circostanti, in modo simile alla chemioterapia, che distrugge oltre alle tumorali anche le cellule sane.

I punti quantici, al contrario, agiscono invece su particolari infezioni come un laser grazie alle loro proprietà di essere attivati dalla luce, consentendo ai ricercatori di modificare la lunghezza d’onda per alterare e uccidere le cellule infettate.

“Anche se è nella loro natura adattarsi e contrastare la terapia, con questa tecnologia possiamo anche noi adattare rapidamente i punti quantici con una nuova terapia, e quindi combattere i superbatteri più velocemente in questa gara evolutiva”, ha spiegato Nagpal.

Gli antibiotici non sono solo un trattamento di base per le infezioni batteriche, ma sono fondamentali per malattie come  l’Hiv e il cancro. Il mancato sviluppo di trattamenti efficaci per i ceppi resistenti ai farmaci quindi non è un’opzione, ma una necessità.