Mentre  gli scienziati californiani dello Scripps Research Institute  di La Jolla hanno creato il primo organismo artificiale con Dna espanso, segnando un ulteriore passo in avanti nel campo della vita artificale, Craig Venter, lo scienziato statunitense che per primo ha decodificato il genoma umano nel 2000, e che nel 2010 ha creato il primo batterio ottenuto con la biologia sintetica, ha annunciato di essersi imbarcato in una nuova avventura che, se risultasse vincente, potrebbe rivoluzionare tutto il settore trapianti: creare maiali che abbiano polmoni compatibili con l’uomo.

Com’è nel suo stile, nella sua lungimiranza e nel suo gusto per le sfide apparentemente impossibili, Venter ha  iniziato proprio dagli organi più difficili da trapiantare e da ricostruire: i polmoni.

Solo negli Stati Uniti, ogni anno muoiono oltre 400.000 persone per malattie polmonari, e solo circa 2.000 riescono a essere sottoposte a un trapianto. Ricostruirli, per esempio con un approccio di medicina rigenerativa, è un compito ai limiti del possibile. Per questo Venter con Synthetic Genomics, insieme con la Lung Biotechnology, ramo della Unites Therapeutics, azienda specializzata nella produzione di farmaci per le malattie cardiopolmonari (fatturato del primo trimestre del 2014: 289 milioni di dollari), ha lanciato il progetto per i polmoni umanizzati.

L’idea è quella di sfruttare una nuova tecnologia molto accurata per la lettura del genoma, decodificare nel dettaglio il Dna porcino e poi confrontarlo con quello umano, soprattutto per i tratti che regolano il sistema immunitario. Una volta identificate le differenze, e individuati i geni che esprimono molecole responsabili delle reazioni di rigetto, il Dna di maiale dovrebbe essere modificato e inserito negli ovuli fecondati, per ottenere embrioni prima, feti e maiali poi, che abbiano polmoni immunocompatibili con l’uomo.

La Synthetic Genomics brevetterà e venderà le cellule modificate pronte per essere impiantate, mentre la United Therapeutics, che ha investito nel progetto 50 milioni di dollari, e alla quale spetta il compito di crescere gli animali, dovrebbe diventare una sorta di fornitore di animali con organi umanizzati.

Nelle interviste di questi giorni, Venter ha spiegato di aver deciso di iniziare con i polmoni proprio perché sono gli organi più complessi e delicati: se il tentativo avrà successo, trasferire l’approccio a organi quali i reni o il cuore non dovrebbe comportare particolari difficoltà. Del resto, da tempo molti laboratori in tutto il mondo studiano la possibilità di sfruttare gli xenotrapianti, cioè i trapianti di specie diverse dall’uomo, e il maiale è uno degli animali più adatti allo scopo: condivide oltre il 90% del genoma e ha polmoni che, per forma e dimensioni, sono simili a quelli umani.

La settimana scorsa, i ricercatori del National Heart, Lung and Blood Institute statunitense hanno presentato al congresso dell’Association for Thoracic Surgery di Toronto i dati ottenuti trapiantando un cuore geneticamente modificato in un babbuino, per aiutare il cuore di quest’ultimo, scompensato: l’animale con i due cuori è vissuto bene per più di un anno.