Le web app hanno trovato una prima casa: i Paesi in via di sviluppo. Mentre Android e iOS sono le piattaforme che più garantiscono un pubblico agli sviluppatori negli Stati Uniti e in Europa, nel resto del mondo l’Html 5 supera il sistema operativo di Apple. Le web app sono le applicazioni scritte con Html, Css e Javascript. Si contrappongono alle cosiddette app “native”, ovvero quelle disegnate per i negozi digitali di Apple, Google e Microsoft. Hanno il vantaggio di essere multipiattaforma, arrivando dal browser. Possono essere un sito più prestante, simile a un’app, oppure web app “packaged, con la caratteristica di poter essere utilizzate in modalità offline.

Ci sono alcune ragioni per questo genere di diffusione geografica. I mercati in via di espansione hanno ovviamente più opportunità da esplorare rispetto a quelli maturi e poi a spingere è anche la decisione di Mozilla di lanciare il suo Firefox OS soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Firefox OS è disponibile anche in Italia con Tim (il cellulare è prodotto da Alcatel e costa 79 euro). Si tratta di un sistema operativo open source che punta tutto sulle web app. C’è un negozio digitale, ma la principale innovazione rispetto al duopolio Apple-Google è l’adaptive search: una stringa di ricerca che in base alla richiesta porta in evidenza tutte le web app che hanno a che fare con quel tema.

L’esperienza è in alcuni casi simile alle app native, ma nella maggior parte dei casi le web app sono meno performanti e girano più lentamente. Una ricerca di Forrester (“Improving Enterprise Mobility: Meeting Next-Generation Demands for Development, Delivery, and Engagement”)  dice che nel 59% dei casi le app scritte in Html 5 richiedono più tempo per arrivare sul mercato a causa delle lungaggini per la fase di test e risoluzione dei problemi. A questo si aggiunge la maggiore lentezza di esecuzione.

Nel mondo occidentale, per adesso lo sviluppo di applicazioni sul web è stato utilizzato soprattutto da chi vuole una gestione autonoma della relazione con i clienti ed evitare la spartizione dei ricavi con i colossi. È il caso del Financial Times, la cui web app è accessibile dal browser. Per chi vende o produce contenuti è un’opportunità, anche se la visibilità garantita da Apple e Google resta una differenza decisiva. A questo proposito di recente Google ha annunciato la disponibilità delle applicazioni web realizzate per Chrome anche per iOS e Android.

In futuro gli analisti di Gartner prevedono l’esplosione delle web app. Dal 2017, stima l’analista, il browser sui device mobilie potrà essere utilizzato come piattaforma di distribuzione grazie agli sviluppi dell’Html 5. Che sia la riscossa del caro vecchio web?