Qualcuno li ha scoperti solo quando il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha pubblicamente omaggiato The Witcher durante un viaggio in Polonia. Per gli addetti ai lavori invece CD Projekt RED hanno smesso da tempo di essere lo studio di sviluppo degno di nota solo per il fatto di avere messo su casa a Varsavia. The Witcher è diventato un pezzo della storia dei videogame di cui tenere conto. Nel suo terzo episodio, The Witcher: Wild Hunt, gli sviluppatori hanno confezionato un fantasy adulto, intrigante e diverso dagli altri giochi di genere. In primo luogo perché è scritto bene. E’ credibile e moderno come Game of Thrones. Una tacca più in alto rispetto a Dragon Age. Merito anche dell’impianto narrativo che si ispira alla Saga Witcher (in originale Cykl Wiedźmiński), una serie di romanzi fantasy scritta da Andrzej Saplowski che raccontano le gesta di Geralt di Rivia, uno degli ultimi witcher della sua epoca.

Geralt, oltre a essere “beltenebroso” sopra-ogni-cosa, è una sorta di cacciatore di mostri addestrato sin da piccolo lanciare incantesimi e sguainare spade. Il suo corpo si potenzia ingurgitando intrugli e pozioni magiche. In pratica, è un eroe maledetto e alchimista, ramingo e sensuale, di quelli che non chiedono mai. Più divertente è la fauna che ha intorno e le relazioni che intesse con gli altri personaggi della vicenda.   Relazioni, peraltro, mai banali e sempre pertinenti.

Cosa ci è piaciuto. E’ audace senza essere mai volgare. Finalmente i personaggi rispondono a tono e escono dagli stereotipi di un modo di concepire il fantasy ancora troppo adolescenziale.  E’ la dimostrazione che l’Europa (e non solo Ubisoft) può dare profondità e un senso proprio ai videogiochi.

Cosa non ci piace. The Witcher 3 è un gioco di ruolo open world tipo Skyrim. Ricorda Red Dead Redemption e come vastità i titoli della serie Dragon Age. Non è un male, ma quanto a gameplay non ha nulla di davvero originale. Anzi, nei combattimenti è pure un po’ legnosetto e ripetitivo. Un po’ grossolana anche l’intelligenza artificiale dei nemici. Tutti peccati veniali. Le motivazioni per esplorare la storia arrivano da lontano.

 

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