Immaginate di visitare il Louvre e di fermarvi al bookstore per sfogliarne i cataloghi. Subito dopo, di incontrare nel suo studio il vostro commercialista. A quel punto potreste concedervi una pausa, andando a risolvere enigmi antichissimi in una foresta su un altro pianeta. E giusto prima di prendere parte alla riunione settimanale con i vostri collaboratori. Tutto senza esservi mai mossi da casa.

Sembrano fantasie tratte di peso dai primi scritti cyberpunk di William Gibson, eppure l’elenco potrebbe descrivere una giornata tipo fra qualche anno.

Lo suggeriscono tre progetti annunciati nelle ultime settimane: l’intento, da parte della californiana Oculus VR, di realizzare un ambiente multiplayer massivo per un miliardo di utenti; “Nero”, la visual novel di prossima generazione della startup romana Storm in a Teacup,  e  “Loading Human”, un videogioco interamente sviluppato per la realtà virtuale atteso nel primo trimestre del 2015.

Per quanto ambiziose, le tre scommesse non si sottovalutino: nel primo caso, dal TechCrunch Disrupt di New York, l’annuncio arriva per bocca di Brendan Iribe, uno  degli inventori di Oculus Rift, il visore per la realtà virtuale acquisito da Facebook per due miliardi di dollari. Appena dopo l’acquisto, Mark Zuckerberg ha fatto intendere come lungi dal consentire (solo) partite in 3d di Farmville, la realtà virtuale servirà a ridefinire ogni dinamica di interazione sociale, dall’insegnamento al turismo, dai consulti medici al corteggiamento. Superfluo aggiungere che si profili un ventaglio di emozioni sintetiche del tutto nuovo.

Emozioni che diventano centrali in “Nero”: presentato a porte chiuse all’E3 e atteso in esclusiva per Xbox One nel primo quadrimestre dell’anno prossimo, il debutto della startup capitolina è una visual novel in prima persona che alimenterà la stimolante nouvelle vague dei cosiddetti videogame “empatici”, esperienze digitali basate più sui sentimenti del giocatore che sull’azione.

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Non è un caso se Alberto Belli e Carlo Ivo Alimo Bianchi – i fondatori dello studio – indichino “Journey” e “Myst” fra le loro fonti di ispirazione: gli esseri incappucciati di “Nero”, nel trailer di lancio immersi in una natura extraterrestre variopinta come solo in “Avatar”, sembrano fatti apposta per traghettare occhi e cuore del giocatore in mondi tutti da esplorare.

Dal canto suo “Loading Human”, e proprio attraverso l’utilizzo dell’headset sviluppato da Oculus VR e del motion controller Stem System (di Sixense), fornisce un esempio di come potrebbero combinarsi l’immersività totale di domani e l’approccio più introspettivo di opere come “Nero”.

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Sviluppato da Untold Games, altra startup italiana (con sede legale a Londra) nata dalla collaborazione fra l’attore e regista Flavio Parenti e la software house genovese Foofa Studios, il gioco promette di essere un thriller in prima persona basato su esplorazione e interazione corporea con l’ambiente: una miscela fra avventure classiche come “Monkey Island” e le suggestioni fantascientifiche di “Strange Days”, il futuro secondo Kathryn Bigelow in cui le droghe consentirebbero di percepire emozioni con occhi altrui.

Forte di una campagna su Kickstarter chiusa con il 133% dei fondi raccolti – 40mila dollari in tutto -, che permetterà la pubblicazione del primo capitolo di gioco il prossimo gennaio, Untold Games ha anche annunciato l’ammissione di “Loading Human” nell’ambito di “Progetto Morpheus” – la realtà virtuale secondo Sony – e l’utilizzo di un motore grafico di nuova generazione, l’Unreal Engine4. Dettagli tecnici di non poco conto: quanto mostrato il mese scorso allo Svilupparty – la tre giorni bolognese dedicata all’eccellenza e alle criticità del game design italiano – è bastato per capire come immersività e resa visiva dell’ambiente sintetico possano esaltare l’esperienza ludica. E anche trascenderla.

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L’universo di Untold Games amplifica una delle caratteristiche più seducenti del videogioco, la possibilità offerta all’utente di fare qualsiasi cosa, di vivere esperienze impossibili nella “realtà analogica”.

Un orizzonte di prospettive infinito e oggi pronto per essere integrato da un numero crescente di motion controller e interfacce aptiche: da Virtuix Omni, il “tapis roulant” per la simulazione delle superfici disponibile da settembre a 499 dollari, ad haptic vest come il Kor-Fx della Immerz (in uscita entro fine anno, pre order su korfx.com).