Nuove professioni digitali, cercansi: addetto e-commerce. Lavori stagionali per il periodo natalizio, cercansi: addetto e-commerce. Occupazioni con maggiori prospettive di crescita da qui al 2020: addetto e-commerce… Più che una ripetizione, una costante: le aziende sono a caccia di professionisti del commercio elettronico, i responsabili della vendita sui canali digitali. I numeri della crescita sono tutti da contare, ma il fenomeno sta prendendo piede “perfino” in Italia. Un paese con qualche scetticismo, se si parla di commercio online: secondo i dati Doxa  Digital riferiti al 2012/2013, solo tre Pmi italiane su dieci fanno un uso regolare del web come “canale addizionale di vendita e di acquisto”. Ma quel poco che si vede, pesa: secondo una ricerca Unicredit su un campione di 7mila Pmi, l’e-commerce vale il 19% del fatturato per le aziende piccole e il 17% per quelle medie, con una proporzione simile (24%-18%) sul fronte acquisti.

L’ingranaggio è partito. Ma la vendita sul web non si risolve con un clic. L’equivoco che frena uno sbarco efficace delle aziende sul web, secondo alcune ricerche, è proprio la convinzione che “basti collegarsi al server” per distribuire un prodotto. I dati, e le richieste delle aziende, dimostrano il contrario: da qui l’esigenza di professionisti che curino la vendita sugli (enormi) scaffali delle piattaforme digitali. Giganti come Amazon, è vero. Ma prima ancora siti aziendali, portali specializzati, aste online, intermediari, “market place” digitali con una clientela scremata e selettiva. Corsie più adatte al made in Italy, vista una gamma di prodotti che si fa a fatica a descrivere sui carrelli online con la stessa facilità di un tablet: vino, alimentari, griffe d’alta gamma, design…

Sotto Natale, non a caso, la domanda di “professionisti del web” cresce. Il perché lo spiega Fulvio Tizzano, service sales director di Gi Group: «I profili più inediti, emersi quest’anno, tra quelli elencati sono quelli legati al commercio e alla vendita online, la cui ricerca è allineata al trend di mercato, che registra una costante crescita a due cifre: il web commerce cresce e, di conseguenza, crescono le richieste di figure specializzate in questa area particolare». E a proposito di specializzazione: come si forma un esperto di commercio online? Il curriculum d’ordinanza prevede diploma, laurea in discipline informatiche e conoscenza dell’inglese. Le skills aggiuntive sono due o tre lingue straniere in più, come il russo o il cinese; una padronanza minima dei social network, per aumentare il traffico su piattaforme come Facebook o Twitter senza scadere nel cortocircuito del “basta un like per lasciare il segno”; la capacità di analizzare costi e ritorni di campagne web e advertising, monitorando il flusso di informazioni e contatti.

Lo stipendio varia. Secondo le principali agenzie italiane, dalla stessa Gi Group ad Adecco, un addetto e-commerce “semplice” può guadagnare dai 1.700 ai 1.900 euro al mese. Una soglia che ricorda quella di neoingegneri e neolaureati nelle discipline economiche. Con altre prospettive di crescita: i professionisti delle vendite online possono ambire a scatti di carriera nella veste di “e-commerce manager” (stipendio annuo fino a 45mila euro dopo i primi anni di esperienza) o specialisti di marketing digitale. Non a caso sono tra i profili più cliccati su LinkedIn, con una crescita di richieste pari a quasi 20 volte tanto dal 2008 a oggi.