I “negozi aumentati” esistono già: ecco alcuni modelli nell’ambito della moda.

 

1. Sensori nel carrello. Da gennaio ci sono i primi supermercati, in Trentino (Sait a Ravina, a seguire anche Coop) che adottano una tecnologia della start up U-Hopper che ha vinto a Smau: il carrello con sensori, che così può monitorare dove vanno e cosa cercano i clienti (e l’offerta del supermercato si adatta di conseguenza).

2. Sensori diffusi. Negli Usa i grandi negozi come WalMart e Macy’s mettono sensori negli angoli, nei corridoi e negli scaffali per vedere dove si forma la ressa, se ci sono blocchi nel flusso dei clienti, quali sono le zone meno frequentate. Cambiano la disposizione dei prodotti in tempo reale per adeguarsi.

 3. Shopping ibrido. Pinko e Monnalisa in Italia adottano l’hybrid shop. Il cliente acquista da touch screen in negozio o in luoghi pubblici e il prodotto viene ricevuto a casa. Il vantaggio è poter prendere anche prodotti non disponibili in magazzino con la consulenza dei commessi. Altri negozio permettono acquisti online da tablet a disposizione dei clienti. Si uniscono i vantaggi dell’online e dei negozi fisici.

 4. Etichette smart. Monnalisa a Milano utilizza etichette smart Rfid che lette su cellulare danno informazioni sulla filiera di quel prodotto (per una maggiore trasparenza verso il cliente; lo scopo è fidelizzarlo). Starhub a Singapore ha creato dei musical fitting room in cui, grazie al tag Rfid nascosto nell’etichetta dei capi scelti, parte in automatico una canzone collegata allo stile del vestito selezionato.

 5. L’assistente è virtuale. Patrizia Pepe a Roma, Firenze, Milano usa un totem multimediale che funge da assistente virtuale. Mostra tutta la collezione, propone abbinamenti, varianti.

 6. Specchi digitali. Diesel a Milano utilizza il Digital Mirror:  uno specchio tecnologico che permette di provare virtualmente i capi. Il vantaggio e che è possibile vedersi a 360 gradi, anche da dietro. Nella tedesca Galeria Kaufhof, grazie ad un mix di tecnologie, gli specchi del camerino suggeriscono gli elementi più adatti da abbinare ai capi che abbiamo appena provato, i colori calzanti e dove trovare, nel negozio i capi consigliati.

7. La vetrina si anima. Luxottica in varie città usa la tecnologia Animated Shop Window: vetrine animate che forniscono informazioni su prodotti e servizi e intrattengono il cliente anche quando il negozio è chiuso.

 8. Facebook sui vestiti. La catena di abbigliamento C&A in Brasile è stata la prima a collegare in tempo reale le grucce degli abiti ai like su Facebook che quei vestiti ricevono online. In questo modo, le persone che visitano il negozio possono sapere del successo di un dato capo ed essere indirizzate nell’acquisto dalla loro popolarità su Facebook.