I dispositivi mobili ormai permeano la nostra vita quotidiana ma, come spesso ci dimentichiamo, il loro funzionamento è collegato alle batterie che ne assicurano il funzionamento, con prestazioni che spesso si rivelano altalenanti, senza considerare una serie di difetti strutturali come le  dimensioni (relativamente) grandi, il peso elevato e i costi. Una classica innovazione da startup potrebbe in futuro cambiare le modalità di ricarica di questi apparecchi: la società umbra WisePower punta infatti a commercializzare una nuova classe di generatori di energia per i dispositivi mobili.

L’idea nasce dalla scoperta, effettuata nel laboratorio universitario del dipartimento di Fisica di Perugia, di una tecnologia che sembra capace di migliorare significativamente le prestazioni di un’ampia classe di generatori di energia elettrica. In che modo? Grazie all’estrazione dell’energia dall’ambiente circostante quando e dove necessario. WisePower, infatti, ha sviluppato una tecnologia per la conversione energetica, basata sull’uso di dinamiche non lineari applicate a sistemi fisici: le vibrazioni, la luce, l’energia termica, solo per citarne alcune, vengono raccolte dall’ambiente e convertite da micro e nano generatori in energia elettrica disponibile per l’alimentazione di dispositivi elettronici.

L’azienda  parla proprio di “effetto Wisepower” per spiegare questo fenomeno, che si fonda su un uso corretto delle tecnologie dinamiche non-lineari a lungo studiate nei laboratori del Dipartimento di Fisica e del laboratorio NiPS di Perugia . I vantaggi sono di diversa natura: innanzitutto lo spazio occupato, poiché i generatori WisePower possono essere rimpiccioliti, fino a raggiungere micro dimensioni.  Inoltre, non essendo soggetti al ciclo di carica-scarica, non c’è da aspettarsi nessun effetto rilevante di invecchiamento. In linea di principio, secondo l’azienda,  potrebbero essere azionati anche per anni senza bisogno di manutenzione o sostituzione. La start up mette in risalto anche i vantaggi ambientali e di sicurezza e, soprattutto, l’efficienza dei meccanismi di conversione dell’energia,  fino al 300% maggiore rispetto ai tradizionali metodi lineari. 

Ovviamente, la strada da fare è ancora lunga: i prossimi passi per il futuro indicati da WisePower sono quelli di avviare una industrializzazione del prototipo già realizzato, nonché un’attenta verifica del business model societario.