Reti sempre più veloci, vecchi dispositivi che lasciano spazio a nuovi modelli sempre più capaci, connessioni fra macchine sempre più diffuse. È il quadro della società digitale che ci aspetta, una società in cui network, apparati intelligenti e device alimenteranno a grandissimi volumi il flusso di informazioni che viaggerà online. Dal “Visual Networking Index Global Mobile Data Traffic Forecast 2014-2019” a firma di Cisco emergono tantissimi dati che ci aiutano a capire come evolverà il fenomeno nei prossimi anni. Il più importante, forse, è il seguente: nel 2014, su scala globale, la percentuale di traffico dati generata da apparecchi con funzionalità avanzate di elaborazione multimediale e dotati di connessione 3G o superiore è arrivata all’88%. Entro quattro anni salirà al 97%, anche in virtù del fatto che le reti di terza generazione lasceranno via via spazio a quelle di quarta. Servizi e dispositivi 4G Lte andranno a generare infatti il 68% dei circa 292 exabyte di dati (un exabyte corrisponde a un miliardo di gigabyte) che costituiranno a fine 2019 le dimensioni del traffico mobile del pianeta. Nel 2014 le reti cellulari hanno processato “solo” 30 exabyte fra video, foto, canzoni, messaggi, file, pagine Web e altri contenuti.

I trend sono dunque chiari. Si va verso un universo mobile a banda larghissima (la velocità media di connessione sarà più che raddoppiata nel periodo 2014-2019) e popolato da un esercito di dispositivi intelligenti, siano essi personali (smartphone, tablet e wearable) che dediti a mansioni di tipo business e o di tipo pubblico (gli apparati Machine to Machine e i sistemi dell’Internet of Everything). Il traffico su mobile crescerà inoltre a velocità tre volte superiori rispetto al traffico IP fisso. Ma sarà così anche in Italia? Nòva lo ha chiesto a Max Locatelli, Director Service Provider South di Cisco, che ha subito sgombrato il campo da eventuali dubbi: “l’Italia è fra i mercati guida nell’adozione delle tecnologie mobili e lo sarà anche in futuro”. La convinzione del manager del colosso californiano è comunque anche un’altra e riguarda gli operatori. “Continueranno ad aggiornare i propri network e ad investire sia sul broadband 4G che sulla rete fissa per supportare meglio le connessioni Wi-Fi e machine to machine. L’industria telcos sta puntando tutto sul passaggio dalla voce ai dati e per gestire questi ultimi e l’aumento esponenziale del numero di connessioni, hanno bisogno di aumentare la capacità della rete sulla quale transitano i servizi a valore aggiunto”. C’è infine un fenomeno, riguardante anche l’Italia, che si muoverà sullo sfondo del boom annunciato del traffico dati mobile e wireless, quello del consolidamento del mercato. “Oggi – precisa in merito Locatelli – ci sono cinque grandi operatori telco negli Usa, mentre in Europa se ne contano oltre 100. È quindi ipotizzabile che alle acquisizioni e fusioni già completate se ne aggiungano presto altre”.

Tornando invece ai dati dell’Index di Cisco, vediamo più da vicino gli indicatori che fanno del Belpaese una terra molto fertile per l’industria mobile. Il primo di questi non ha bisogno di molti commenti: il traffico dati crescerà di otto volte, fino al 2019, con un tasso di incremento composito annuo del 50%. In soldoni parliamo di poco meno di 360 petabyte (un milione di gigabyte) mensili, 81 volte la quantità di traffico sviluppata nel 2009, per un totale di circa 4,3 exabyte su base annua. Nel 2014 si è arrivati a una media di 47 petabyte al mese, con un aumento del volume di dati processati a fine anno pari al 48%. Molto significative sono anche le indicazioni relative alle soluzioni M2M: i dati scambiati fra macchine su rete mobile cresceranno di 37 volte, al ritmo del 106% anno su anno, per raggiungere i 31,4 petabyte mensili entro il 2019 (un volume pari al 9% del totale del traffico che viaggerà in modalità wireless).

Il mobile in Italia corre veloce, quindi, e in tutte le sue forme. L’incremento di byte scaricati e inviati sulle reti senza fili sarà doppio rispetto a quello stimato per le linee Ip fisse mentre di quasi due volte aumenterà la percentuale di connessioni intelligenti sul totale delle connessioni mobili, passando dal 36% dell’anno passato al 67% previsto da qui a quattro anni. Ogni mese, in media, ogni singolo dispositivo connesso (utente finale) genererà oltre 3,8 gigabyte (e cioè 3.800 megabyte) di traffico, rispetto ai circa 560 megabyte del 2014, e parimenti ogni singolo utente andrà a contribuire con oltre 5,9 gigabyte (contro gli 854 megabyte dell’anno passato). Notevole, da qui al 2019, sarà anche l’evoluzione della velocità di connessione media su rete mobile: navigheremo infatti da tablet, pc portatile e telefonino a oltre sei megabit per secondo di media, un valore quattro volte superiore alla capacità di cui abbiamo goduto nel 2014. Sulle reti 4G, in particolare, i dati correranno mediamente nel 2019 a circa 18 megabit al secondo (rispetto ai circa 11 dell’anno passato) e proprio alla tecnologia di quarta generazione si dovrà oltre il 76% del traffico totale, una percentuale decisamente superiore a quella (il 13,5%) registrata a fine 2014. Interessanti, infine, gli indici che misurano la ripartizione dei dati che verranno prodotti su rete mobile fra mondo business e mondo consumer e per tipologia di applicazioni. Gli utenti professionali peseranno nella misura del 21% (con circa 74,5 petabyte medi mensili), mentre i consumatori privati per il restante 79% (con oltre 284 petabyte). Il video crescerà in cinque anni di dieci volte (fino a 264 petabyte al mese) e costituirà il 74% del traffico complessivo; lo streaming audio contribuirà con una fetta del 6%, il filesharing con il 2% e il Web e altri dati produrranno il restante 18%. Di tutte queste applicazioni, quelle basate nella cloud veicoleranno il 90% di tutto il traffico mobile.

L’impatto del mobile, volendo sintetizzare, è un susseguirsi di parametri che aumenteranno di dimensione a doppia cifra. E il discorso vale anche per i dispositivi: a fine 2019 si conteranno in Italia qualcosa come 179 milioni di apparecchi mobili connessi (una media di 2,9 pro capite), con gli smartphone che toccheranno quota 63 milioni (dai 27 milioni del 2014) e i tablet che passeranno da 1,6 a 7 milioni. Senza dimenticare naturalmente i wearable dotati di connettività su rete mobile, la cui popolazione nel 2019 è stimata in 900mila unità (sui 13,5 milioni di indossabili che complessivamente abbelliranno i polsi degli italiani). Solo il numero di utenti mobili, da qui al 2019, rimarrà di fatto stazionario, ma questo perchè gli attuali 53,6 milioni di profili attivi, che diventeranno 55 milioni nel 2019, si avvicinano ormai al livello di saturazione rispetto al totale della popolazione. Oggi siamo all’88%, fra quattro anni arriveremo al 90%.