Il recente boom di ciclisti-fattorini per la consegna di cibo on demand nelle case è incappato nella prima foratura. Particolarmente insidiosa, visto che è prodotta da un’innovazione tecnologica che, tra varie discussioni continua ad avanzare con tassi di crescita a doppia cifra: la robotica di servizio. È notizia recente che in Giappone, un’azienda produttrice di robot, la ZMP, ha prodotto un buffo furgoncino rosso a guida autonoma per consegnare il sushi negli uffici di Tokyo. La cosa che fa riflettere ulteriormente è la motivazione: a detta del board aziendale, in Giappone non ci sono abbastanza umani per far fronte al boom delle consegne di cibo a domicilio. E così ecco “CarriRo”, un mini-van robotico elettrico di un metro e trenta di lunghezza, in grado di trasportare fino a 60 porzioni di sushi e, vista la velocità ridotta (6 km/h) e la non pericolosità, senza barriere e ovunque. Ovviamente l’ordine viene fatto con una app tramite lo smartphone: per ritirare, il cliente sempre tramite smartphone, fa scannerizzare l’ordine dal robot che, una volta riconosciuto, effettua la consegna. Ma CarriRo non è l’unico.

 

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Un’altra azienda americana produttrice di soluzioni tecnologiche avanzate, la Savioke, ha appena ricevuto il Premio per l’innovazione imprenditoriale in robotica e automazione (IERA) promosso da IFR, la Federazione Internazionale di Robotica, per il suo robot-concierge “Relay”, già all’opera in alcuni alberghi americani. Grazie ai sensori sofisticati può deambulare tra i clienti senza alcun pericolo per la salute, e può essere utilizzato per servizi di consegna e ritiro nei grandi hotel, ma, a seguire, anche negli ospedali e nei grandi centri logistici. A Londra, invece, un’azienda inglese, la Oxbotica, ha appena terminato con successo il primo esperimento di consegne di merce al dettaglio a domicilio a clienti tramite “CargoPod”: un van elettrico equipaggiato con un sofisticato sistema a guida autonoma che riconosce gli ostacoli, leggendo il territorio e il traffico senza problemi. La piattaforma Ocado Technology, di cui fa parte il progetto, è un sistema cloud avanzato per la logistica finale che dovrebbe ridurre congestione delle strade e migliorare la qualità della vita nei quartieri inglesi. Come afferma Rezia Molino, ordinaria di Robotica all’Università di Genova, “i veicoli a guida autonoma sono un trend evidente e importante della robotica di servizio, il nuovo step per la logistica 4.0, o meglio smart: il primo caso di successo è stato il veicolo a guida autonoma sviluppato dal Mit per l’esercito americano, da impiegare per consegne delicate in zone operative, da lì si è capito che la tipologia avrebbe avuto un futuro anche nel civile”. Anche la ricerca italiana si è attivata in tal senso, con l’Università di Pisa che ha coordinato il recente progetto “Furbot” – “Freight Urban RoBotic vehicle – a cui hanno partecipato cinque Paesi europei con il coinvolgimento di istituzioni accademiche, soggetti industriali e pubbliche amministrazioni. Furbot è un veicolo intelligente ed ecologico programmato per svolgere in modo automatico molte operazioni, come il carico/scarico dei box contenenti la merce, anche senza conducente. Tutti questi esempi confermano che la logistica è ormai entrata stabilmente nella nuova era cloud e dell’IoT: e, dopo che i robot vengono già utilizzati correntemente nei magazzini londinesi di Amazon per movimentare i pacchi, un altro colosso della logistica come DHL ha lanciato insieme a Wärtsilä un programma pilota per la logistica 4.0 nel centro di smistamento olandese di Kampen, basato sull’impiego di un robot-fattorino dell’azienda americana Fetch Robotics a conduzione autonoma, in grado di coabitare con i lavoratori. Questi robot, che viaggiano alla velocità di due metri al secondo e trasportano fino a 78kg alla volta, coprono una distanza di 30 km al giorno sollevando il personale da compiti gravosi e faticosi. Equipaggiati di sensori di ultima generazione, sono del tuto sicuri e quando la batteria al litio che li alimenta si scarica, possono dirigersi da soli al punto di carica. Sono veicoli smart, intelligenti e riconoscono ostacoli semoventi e fissi rispondendo con manovre evasive in tempo reale. Secondo le analisi della IFR, i robot collaborativi a guida autonoma, quelli che possono lavorare in mezzo alla gente, sono il trend emergente, impiegati nei gangli della logistica o nelle consegne cittadine: accanto ai droni, che nelle città non sono sempre bene accolti, li vedremo presto sfruttare grazie alle nuove piattaforme smart per il delivery a domicilio.