Ricerche di mercato mirate, business intelligence a basso costo, osservazione del comportamento spontaneo dei consumatori nel rapporto con i brand: i blog e il social web sono un potentissimo strumento di analisi per le aziende, ancora poco sfruttato per le sue potenzialità. I social media e i social network sono entrati nelle abitudini di centinaia di milioni di persone e le aziende partecipano in massa, cercando di influenzare le opinioni, offrendo contenuti da condividere, conversando e assistendo i clienti sulle piattaforme online dove questi si raccolgono.

Tutto ciò rappresenta solo una parte dei contenuti che l’impresa può raccogliere per migliorare il proprio posizionamento sul mercato e la profittabilità. Un universo molto più vasto è quello delle opinioni espresse liberamente dalle persone e condivise in pubblico. Queste comprendono bisogni insoddisfatti, preferenze dichiarate, abitudini che disegnano tendenze, opportunità di business per chi le sa cogliere.

Walmart, il gigante mondiale della grande distribuzione, lo ha capito per tempo, acquisendo una società di monitoraggio dei social media, Kosmix, trasformandola in quello che oggi è WalmartLabs. Con questa divisione Walmart analizza i big data del consumo condiviso online, con l’obiettivo di anticipare tendenze da soddisfare nei propri punti vendita e online. Una nuova frontiera che cerca di prevedere la domanda latente, attraverso l’ascolto, il filtro e l’analisi delle conversazioni su Twitter, Facebook, blog e piattaforme di condivisione. Alcune di queste informazioni sono rese pubbliche per consentire agli utenti di conoscere i prodotti sulla cresta dell’onda, così da offrire nuove esperienze d’acquisto. Un esempio? Da Pinterest sono estratti gli ultimi articoli condivisi dagli utenti, mostrando i più popolari o semplicemente quelli colorati in blu.

Un approccio più diretto, messo in atto da aziende di beni di largo consumo come Starbucks, Frito-Lay, Barilla, Dell o Danone, è chiedere ai propri clienti fan cosa vorrebbero, su Facebook, con applicazioni create ad hoc oppure su network proprietari. Le risposte sono spesso risultate sorprendenti, portando allo sviluppo di prodotti di successo, scartati in precedenza dai reparti marketing delle stesse aziende.

Una miniera di informazioni preziose è offerta dai blog tematici e dalla comunità di lettori che li segue con passione. Un esempio viene dal vivace mondo dei foodblogger, appassionati di buona cucina e di cibo, che amano condividere ricette, tecniche e consigli, insieme agli strumenti preferiti e ai casalinghi utilizzati nella preparazione e nella presentazione dei piatti. Silikomart, azienda veneziana attiva su scala globale nella produzione di stampi in silicone per chi ama cucinare, segue i foodblogger e li monitora per individuare le esigenze dei consumatori, soprattutto sui nuovi mercati.

Questa attività, messa in pratica otto anni fa a partire dal mercato italiano, viene seguita tutto l’anno da risorse interne nell’ufficio comunicazione e marketing. L’obiettivo? Capire le tendenze della cucina tipica del paese preso in esame, così da presentare la giusta gamma di prodotto che più si avvicina ai gusti e alle tendenze locali. Questo metodo nettamente più snello e meno dispendioso rispetto alle tradizionali ricerche di mercato, ha generato ottimi risultati in Francia, Germania e Spagna dove la scelta di linee prodotto totalmente mirate ha portato apprezzamenti e riconoscibilità del marchio, con positivi risultati di fatturato.

Un metodo di business intelligence attraverso i blog, apprentemente facile da applicare, ma che richiede conoscenze specifiche, capacità di filtrare le fonti e di attribuire loro il giusto peso in termini di autorevolezza e rilevanza dei contenuti pubblicati. Opportunità di lavoro che vanno ad affiancarsi a chi lavora già con il social web, come community manager, analista dei social media o autore di contenuti per questi canali.