Premetto subito che mi sono accostata alla didattica e al mondo del digitale solo tre anni fa, quindi con notevole “ritardo”; insomma ho perso molti treni! Prima il mio utilizzo delle tecnologie si basava esclusivamente sul far apprendere ai bambini i rudimenti della videoscrittura e di alcuni software legati al mondo del disegno. Poi tre anni fa mi sono iscritta a una università online (Iul Italian University Line legata all’Indire)… e mi si è aperto un mondo!

Mi sono avvicinata al mondo del coding con la circospezione di chi si sente poco padrone della materia (ed è così, quanti dubbi mi assalgono quando lavoro coi ragazzi…), ma si sa “se vuoi imparare una cosa …insegnala”, ha detto qualcuno e io sono d’accordo. A scuola abbiamo una connessione Internet inadeguata. Infatti la banda è debole e non consente ai ragazzi di lavorare sulle proposte online contemporaneamente, ma questo non ci ha fermato anzi!

Il mese scorso siamo partiti con “L’ora del codice” e abbiamo giocato ai  “mostri”. Ai ragazzi è piaciuto e hanno davvero compreso che è importante non solo “usare il giocattolo”, ma è bello capire cosa ci sta dietro.

Allora via! A casa hanno svolto le attività legate al labirinto e ne abbiamo parlato a scuola, ottenendo feedback positivi. Qualche giorno fa abbiamo iniziato con l’attività offline della programmazione su carta a quadretti. Alcuni sono già spinti verso l’uso dei colori, ma andiamo per gradi.

Tutte le nostre attività sono visibili in diversi post del mio blog. Un ragazzo quando abbiamo parlato di debug ha detto: “Ma allora quando i ragazzi dicono “ma sei buggato” vuol dire che sei sbagliato! Ah, ho capito!”. Quindi queste attività sono utili non solo per sviluppare il pensiero computazionale, ma anche per comprendere le grandi mutazioni che subisce la lingua nella forma gergale.

Ogni input che viene dai ragazzi è fondamentale per un’attività intradisciplinare e questa frase la riutilizzerò senz’altro. Per quanto concerne i colleghi soltanto tre su due plessi stanno lavorando con il coding. Per gli altri…credo ci sia bisogno di tempo… Credo sia importante superare l’uso della tecnologia come forma di “surroga” del cartaceo. Attività legate al coding, non solo con Code, ma anche ad esempio con Scratch (che non ho mai utilizzato), permettono forme di progettazione creativa che una mia collega ha definito “uso sofisticato delle tecnologie”.

Del resto se secondo il modello di Rogers troviamo  gli innovatori, gli anticipatori, la maggioranza anticipatrice, la maggioranza ritardataria e i ritardatari (laggards)… la comunità dei docenti è così composita perciò non ci resta che attendere!

Testo di Roberta Sangiorgio Roberta, insegnante della Scuola primaria Gianni Rodari di Macherio (Monza Brianza)

 

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La settimana dall’8 al 14 dicembre è la settimana mondiale dell’Ora del Codice. Tutte le classi possono partecipare, iscrivendosi al sito.

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In Italia la settimana coincide con il lancio ufficiale del piano triennale Programma il futuro, nato per iniziativa del Ministero dell’Istruzione e del Cini, per l’introduzione del coding, la programmazione informatica, nella scuola sotto forma di gioco. Le esperienze sono raccontate su  Facebook.

Nòva24 vuole offrire agli insegnanti uno spazio di condivisione delle esperienze di coding sia per l’Ora del Codice che per il piano Programma il futuro.

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