L’esercizio di mettere a confronto un computer a marchio Microsoft con un MacBook non è ovviamente nuovo. Se torniamo all’ottobre di due anni fa, per esempio, ai tempi del debutto del Surface Book, i paladini di Windows gonfiavano il petto forti della promessa di una velocità di elaborazione doppia rispetto a quella dell’allora MacBook Pro. Il gigante di Redmond, insomma, lanciò un anno e mezzo fa la sfida ad Apple puntando molto sulla dotazione hardware, sulle capacità prestazionali di una macchina che, parole del Ceo di Microsoft, Satya Nadella, non doveva solo interessare l’utenza (professionale in primis) ma farla “innamorare”. Difficile dire se sia andata proprio così, anche in ragione di una differenza di prezzo che giocava a favore del computer della Mela (1.299 dollari per la versione con schermo da 13 pollici del Mac contro i 1.499 dollari del notebook con display touch da 13,5 pollici di Microsoft). Mettere a confronto le sole caratteristiche tecniche, oltretutto, è sempre limitante perché altri elementi per giudicare la qualità di un computer sono l’esperienza d’uso del sistema operativo, l’ecosistema software (app, servizi cloud e assistenti virtuali compresi) e la maneggevolezza del prodotto nell’utilizzo di tutti i giorni.

 

Con il lancio del nuovo Surface Laptop, già disponibile in pre-ordine sul Microsoft Store italiano, con consegna fissata entro il 15 giugno, siamo di nuovo a parlare di sfida fra Redmond e Cupertino, con la differenza che – questa volta – sul ring viene naturale metterci il MacBook Air, l’icona del computing portatile della Mela per anni. Con una precisazione dovuta: il destino dell’Air è segnato, a catalogo vive solo il modello da 13 pollici privo di schermo Retina e a prenderne il posto sarà il nuovo MacBook Pro, che avrà un prezzo di ingresso superiore di 500 euro rispetto all’illustrissimo predecessore, che si compra ancora oggi a partire da 1.179 euro.

Paragonare il Surface con l’Air può essere quindi un esercizio vano, ma è anche vero che il superleggero della Mela è ancora oggi un prodotto cult per moltissimi. A Redmond ovviamente lo sanno e non a caso la componente di design del suo ultimo nato appare molto curata, forse proprio per incidere sui gusti di chi, fra i professionisti e gli universitari con un certo potere di spesa e sensibili non solo alle prestazioni, non ha fino a oggi voluto rinunciare alla livrea e al fascino dell’Air. Microsoft prova quindi a rompere gli equilibri puntando su quattro diverse colorazioni (platino, oro grafite, borgogna e blu cobalto), sull’eleganza di uno chassis interamente in alluminio e il vezzo di finiture di pregio (il tessuto di rivestimento della tastiera retroilluminata è in Alcantara). La portabilità inoltre, elemento che rimane pur sempre importante quando si parla di un notebook, è un plus che il Surface Laptop può giustamente esibire al cospetto del rivale: le specifiche parlano di un peso che si ferma a 1,2 kg (inferiore a quello del MacBook Air, che va oltre gli 1,3 kg)) e uno spessore contenuto a soli 9 mm nella parte anteriore e a meno di 15 in quella posteriore (in linea con quelle del MacBook Pro ma inferiore ai 17 mm dell’Air).

 

Per quanto riguarda le dimensioni del display, le differenze sono minime: da 13,5 pollici protetto da Gorilla Glass 3 quello di Microsoft e da 13,3 pollici quello di Apple. Il Surface ha però dalla sua uno schermo con tecnologia PixelSense Touch in formato 4:3 (derivato dal quello di Surface Book) e una risoluzione davvero importante di 2.256 x 1.504 pixel; l’Air risponde con un pannello widescreen lucido e retroilluminato Led che arriva a supportare una risoluzione nativa di 1.440 x 900 punti. Se a livello di processori e scheda grafica gli attributi sono simili – nel motore di Surface ci sono di serie i processori Intel Core i5 e Core i7 Kaby Lake di settima generazione, i MacBook Pro li avranno prossimamente – non si può trascurare il fatto che a livello di porte di connessione il Surface manca della porta per le schede di memoria Sd e di quella Usb-Type-C. Non mancano per forza di cose il connettore proprietario, una mini DisplayPort e uno slot Usb 3.0 ma è giusto parlare di scelta sacrificale degli ingegneri di Redmond (almeno per chi fa un uso massivo di chiavette e cavi Usb).

 

Veniamo, infine, ai costi del Surface Laptop. Per avere la configurazione 4 Gbyte di memoria Ram e disco allo stato solido da 128 Gbyte ci vogliono 1.169 euro; il modello più pregiato (con Cpu Core i7, 16 Gbyte di Ram e 512 Gbyte di spazio di archiviazione) si compra con 2.549 euro. Troppi? Forse sì, se pensiamo che a bordo c’è Windows 10 S, e quindi la versione più “leggera” del sistema operativo di Redmond, quella che permette di installare applicazioni solo tramite il Microsoft Store. Chi volesse la versione “full” di Windows 10 la potrà però avere come aggiornamento gratuito entro la fine del 2017, e questo non è un “benefit” da poco.

In conclusione possiamo azzardare questa sintesi. Il Surface Laptop offre abbastanza requisiti per rimanere fedeli al mondo Windows, sposando la causa di un computer che più di tutti gli altri si nutre dell’ecosistema hardware (gli accessori come Pen e Dial) e software di Microsoft; chi già lavora nell’universo MacOs, e non ha particolari problemi di portafoglio, farebbe bene a considerare l’investimento per il nuovo MacBook Pro. L’Air, anche al cospetto del nuovo arrivato, è un prodotto ormai datato. Bello, ma tecnologicamente “vecchio”.