La regina Nera ha rubato il Sole, la Luna e le Stelle. Aurora è una bimba dai capelli rossi. La sua anima vola nel regno di Lemuria. Aiutata dalla lucciola Igniculus dovrà riportare la luce. Sembra una fiaba. E’ una fiaba. COL_2

 

Child of Light è un progetto apparentemente pretenzioso che forse ha il difetto di volare troppo alto perché aspira a suonare corde antiche e delicate  come quelle delle fiabe dell’infanzia. Nella realtà il gioco di Ubisoft non è per bimbi ma per bambini (dai sette anni in su). Delle favole possiede i simboli,  la sceneggiatura (scritta in versi e in gran parte sotto forma di ballata) e l’immaginario all’interno della quale si agitano le antiche storie di fantasia.

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Malgrado la sintassi e l’intuizione di voler suggestionare il giocatore con il magico il videogioco di Ubisoft ha un difetto di intenzione.  Artisticamente onirico e sfumato infonde leggerezza mentre le meccaniche di gioco mostrano piedi ben piantati per terra. Aurora si muove dentro un acquarello pre-raffaellita, emozionante e a tratti cupo. La forma del platform e l’uso nei combattimenti del gioco di ruolo a turni di marca giapponese lo rendono una esperienza forse troppo concreta o poco eterea rispetto all’atmosfera del racconto. Gli sviluppatori però hanno indovinato e vinto la sfida più grande. Il gioco Ubisoft è disponibile per Pc, Ps3, Ps4, Xbox One, Xbox 360 e Wii U a partire dal 30 aprile

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La storia è raccontata attraverso l’azione di gioco e la sua evoluzione è strettamente legata a quella di Aurora. Una volta superati gli sbalzi di quota e i vuoti d’aria il viaggio di Child of Light è veramente a tratti emozionante e magico. Come solo sa essere una favola.