Un accordo dalla portata storica, che segna una svolta per il futuro del pianeta e sulla possibilità di avviare una transizione a un’economia più sostenibile. Ma forse non del tutto convincente a livello di contenuti e di vincoli al rispetto degli impegni presi a Parigi. Se poi si passa al ruolo dei Paesi, l’Italia non ci fa una gran figura. Sono queste in sintesi le rilevazioni che emergono dall’analisi del sentiment dei messaggi scambiati via Twitter prima, durante e dopo la Conferenza Onu du Parigi sul climate change.

 

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Andamento dei tweet pubblici in Italia contenenti riferimenti a Cop21

 

“E’ il primo passo verso un mondo più sano”, “Un passo è compiuto”, “E’ un buon inizio ma ricordiamoci che i cambiamenti iniziano dal basso”: sono alcuni dei circa 60mila messaggi che hanno commentato l’esito dell’appuntamento parigino lo scorso fine settimana. L’evento ha prodotto un elevato volume di tweet – circa tre milioni nell’ultimo mese -, senza però diventare virale. In Italia il volume è stato minore ma in linea con il peso del nostro paese nei volumi complessivi del social network. I 60mila tweet pubblici in lingua italiana sono stati analizzati per conto di Behind Energy, portale che si focalizza sull’energia, da Twig, società che raccoglie e processa conversazioni e contenuti su social network, forum e blog attraverso strumenti di text mining e tecniche quantitative di analisi del testo.

Ad aver condizionato il volume delle conversazioni sul tema potrebbe essere la copertura mediatica dell’evento e delle tematiche relative dai mezzi di comunicazione. In generale, segnala Twig, “gli utenti italiani lamentano sia la scarsa rilevanza data alle notizie provenienti da Parigi, sia l’inadeguatezza delle informazioni fornite”.

 

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Sentiment rispetto all’accordo di Parigi, analisi sui tweet pubblici in lingua italiana

 

Dato per assodato il giudizio positivo sull’accordo, che arriva quasi alla metà (47%) dei tweet. L’entusiasmo sulla portata storica dell’accordo, però, si smorza quando si entra nei dettagli: “Gli utenti esprimono molti dubbi sull’applicazione concreta dell’accordo”, sottolinea Twig citando alcuni dei messaggi: “Occorre passare dalle parole ai fatti”, “Certo, storico. Ma basterà?” “Senza fatti concreti nei prossimi anni, non andremo da nessuna parte”.

Le opinioni negative (31% dei tweet totali in italiano) sottolineano soprattutto i limiti e le lacune dell’accordo: mancano vincoli stringenti, interventi concreti nel breve periodo, non si parla di trasporto navale e aereo, vengono trascurate le conseguenze della filiera alimentare (allevamenti in primis). Mancano infine chiari riferimenti a numeri sui fossili e sulla decarbonizzazione e, per i più negativi, l’accordo rappresenta soltanto “una farsa politica”, che “non salverà il pianeta”.

Per quanto riguarda il ruolo dei diversi paesi, l’analisi di Twig evidenzia giudizi decisamente positivi solo sul comportamento degli Stati Uniti, di cui viene apprezzata la presa d’atto degli errori passati, e dell’Europa, per la quale emerge uno spirito unitario. Giudizi in chiaroscuro vengono assegnato alla Cina, accusata di essere il maggiori inquinatore mondiale, e alla Russia, sospettata di fare aperture di fatto strumentali. Giudizio decisamente negativo infine sull’Italia: “Il ruolo dell’Italia è valutato molto negativamente soprattutto perché appare incoerente sia per le strategie adottate finora che hanno portato il nostro paese in cima alla classifica europea per morti premature da inquinamento, sia per le politiche adottate dal governo in questioni energetiche”.

 

Sentiment sul ruolo dei principali paesi alla Conferenza di Parigi, analisi dei tweet pubblici in italiano
Sentiment sul ruolo dei principali paesi alla Conferenza di Parigi, analisi dei tweet pubblici in italiano