Il teatro è morto, evviva il teatro. Dopo anni di crisi con emorragia di pubblico, chiusura di storiche sale, il teatro di qualità indipendente sperimenta forme di rinascita. E lo fa cercando nuovi modelli distributivi, canali diversi e linguaggi rinnnovati.

“Abbiamo fatto un centinaio di eventi, ma l’obiettivo ora è arrivare a 300 entro il 2016 e mille a regime. Il pubblico participa e altre 150 compagnie teatrali si sono  candidate” racconta Raimondo Brandi, attore, che ha fondato due anni fa Teatroxcasa, piattaforma che fa incontrare gli spettacoli con le case disposte a ospitarli. “Negli ultimi anni mi ero accorto che il teatro  indipendente era diventato un mondo chiuso. Il pubblico è spesso fatto da amici, parenti e colleghi attori e registi. Insomma, una realtà un po’ autoreferenziale, complice anche il sistema dei finanziamenti pubblici. Per cui ci siamo chiesti “manca la domanda” o “non si riesce a coglierla”? Secondo me la domanda c’è. C’è un pubblico che vuole vedere produzioni raffinate ma che viene respinto per diversi motivi: una comunicazione inattuale, la scarsa interazione col pubblico, la mancanza di aspetti di socialità negli eventi”.

Così è nata la piattaforma che incrocia gli spettacoli coi luoghi, le abitazioni (attive già una ottantina  ma iscritte più di 200). Lo spettatore si prenota online e lascia un’offerta libera a fine spettacolo nel proverbiale cappello dell’artista (caldeggiata una donazione tra i 12 e i 15 euro). In scena uno o due attori, per spettacoli con una drammaturgia scritta, niente cabaret, né recital. Ora la piattaforma punta a consolidarsi grazie al progetti Innovazione Culturale di Fondazione Cariplo.

Utilizzerà una piattaforma digitale anche Tournée da Bar, un format che porta nei locali di tutt’Italia spettacoli di qualità. Ideato Davide Lorenzo Palla, 34 anni, diplomato alla Scuola Paolo Grassi, Tournée da Bar è partito quattro anni fa con dieci date nei bar di Milano, con serate da 50 spettatori. Ora è arrivato a 18 serate e un pubblico mediamente raddoppiato. “Porre un prezzo, anche basso, d’ingresso non incentiva il pubblico. Che preferisce la formula a offerta libera, salvo poi lasciarti una cifra almeno pari a quella che avevamo in mente” aggiunge Palla. I bar riconoscono un cachet alla compagnia, le persone possono poi fare un’offerta libera. Ora il progetto Tournée da Bar – che si avvale della collaborazione di un regista, un polistrumentista e altri due attori – punta a scalare a livello nazionale grazie alla vincita del bando di cheFare.

Si svolge invece in strada Maremma A Veglia, il festival che abita il piccolo comune della Maremma di Manciano. Il paese si fa teatro, lo spettatore si porta la sedia in piazza. Un teatro dove gli artisti sono pagati con un cachet simbolico e con il baratto.