Settembre …. la solita frenesia di idee, incontri, migliaia di cose da fare e da portare a termine e altre che si aggiungono, desideri, attese, voglia di risolvere i problemi piccoli e grandi: la scuola si rianima e rivive ogni volta le tante aspettative, le solite occasioni, i soliti momenti sempre uguali e sempre diversi. È un giorno di scuola, tra dieci minuti suonerà la campanella d’inizio delle lezioni, si apriranno le porte e tutti saranno pronti ad accogliere i bambini, la vera ragione di esistere della scuola. Sulle scale ci si saluta, la nostra scuola è su due piani, i grandi all’ultimo, noi di seconda al primo piano e i piccoli al pianoterra.

“Ciao Ale, guarda la posta, ho trovato qualcosa di interessante”.

E la giornata comincia. Non si fa in tempo a rientrare a casa e la casella di posta contiene un messaggio della collega: “Ti spiace se lo giro a Enrica e Anna? Penso potrebbe interessare anche loro”.

Così è cominciata l’idea di partecipare all’Hour of Code: un messaggio, una risposta, il coinvolgimento del Dirigente e di tutte le colleghe. Nessuno costretto, tutti liberi di accettare o di rifiutare, di stare a guardare o di mettersi in gioco. E tanti dubbi: come faremo con i pc? In laboratorio stiamo aspettando di passare a Linux e non navighiamo con Xp, abbiamo solo cinque Lim e una non ha la connessione. Non saranno troppo piccoli i miei alunni, ma quali attività bisogna fare, per quanto tempo, ma a che cosa serve, non porterà via tempo al programma e poi … tutto questo inglese?

Tanti dubbi, ma anche desiderio di fare, di ri-fare, di cercare e di provare. Desiderio di fare perché anche se non si è compreso bene cosa si dovrà fare e il perché, lo sperimentare è parte del mestiere dell’insegnante che vuole motivare, che cerca di leggere la realtà e di viverla per essere vicino ai suoi allievi, di ri-fare perché le istruzioni che permettono all’angry bird di acchiappare il maialino ricordano, alle vecchie maestre della nostra scuola, i comandi della tartaruga Logo e i blocchi di Scratch, il diagramma di flusso, il gioco del vigile che si faceva in laboratorio prima dell’avvento di Internet e ai tempi del Commodore, la ricorsione, la variabile e la spirale, di cercare modi per costruire una testa ben fatta e di provare a realizzare momenti di scuola significativi e coinvolgenti.

E poi siamo alla fine di settembre e c’è tempo per prepararsi, per fare gli studenti.

Ci si ritrova alla fine di novembre, la settimana del Code sta arrivando. È lunedì pomeriggio, dopo scuola, facce stravolte ma attente, pronte a discutere, a mettere in comune e a disposizione di tutti quello che si è scoperto. Qualcuno ha deciso di mettere alla prova i propri alunni con il codice binario, qualcuno ospita le classi che non hanno la Lim, basta mettersi d’accordo, qualcuno ha già ripreso il lavoro con Scratch, iniziato lo scorso anno, il programma si può usare offline ed è caricato su tutti i pc del laboratorio, tutti pensano di predisporre attività non in rete, ma di offrire l’opportunità di lavorare anche online creando le classi virtuali sul sito di fruizione.

È importante offrire agli alunni un modo di lavorare e di affrontare i problemi utile non solo per la conoscenza digitale, ma per tutti gli ambiti del sapere. Le maestre confessano di fare le ore piccole davanti al pc, come i propri alunni sono entusiaste di scrivere linee di codice che verificano quanto pensano, gli alunni …. beh, gli alunni sono entusiasti di insegnare ai computer. A scuola c’è aria di festa non solo per il Natale alle porte. E la cosa bella è che non finirà con la settimana del codice.

Testo di  Angela Favaretto, insegnante della Scuola primaria “Giuseppe Mazzini” di Castiglione Olona

 

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La settimana dall’8 al 14 dicembre è la settimana mondiale dell’Ora del Codice. Tutte le classi possono partecipare, iscrivendosi al sito.

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In Italia la settimana coincide con il lancio ufficiale del piano triennale Programma il futuro, nato per iniziativa del Ministero dell’Istruzione e del Cini, per l’introduzione del coding, la programmazione informatica, nella scuola sotto forma di gioco. Le esperienze sono raccontate su  Facebook.

Nòva24 vuole offrire agli insegnanti uno spazio di condivisione delle esperienze di coding sia per l’Ora del Codice che per il piano Programma il futuro.

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