C’è fermento e voglia di innovare tra i prodotti che trasformano smartphone e tablet in lettori pos. Fino a ieri era un ambito di nicchia, ora interessa anche a pesi massimi del calibro di Intesa San Paolo, Poste Italiane, Vodafone (altre banche e operatori stanno per partecipare alla partita, a quanto risulta). Nova24 ha analizzato quattro prodotti di questo tipo, Mobile Pos di Setefi (Intesa San Paolo), Jusp, Payleven, Sum Up. A marzo se ne aggiungerà un quinto, Wallet-Abile. Tutti inoltre stanno potenziando le funzioni, verso il supporto dell’Nfc (pagamenti contactless) e del Pagobancomat, e l’aggiunta di servizi innovativi. Stanno inoltre allargando gli accordi per distribuire i prodotti. Già ora Payleven è distribuito anche da Poste Italiane e Mobile Pos anche da Vodafone (oltre che dai rispettivi produttori).

Questo fermento si spiega con facilità: dal 30 giugno gli esercenti dovranno accettare pagamenti bancomat e quindi dotarsi di Pos (la data è contenuta nel decreto Milleproroghe, ora in fase di conversione in legge). Per ora l’obbligo vale per chi ha fatturato più di 200mila euro l’anno precedente, ma è in arrivo un altro decreto per regolare la parte restante degli esercenti e i micro pagamenti.

I nuovi prodotti che si collegano allo smartphone rispondono a questo stimolo proveniente dalle leggi perché consentono di dotarsi di pos a prezzi molto bassi (rispetto a quelli standard, dei normali pos). Il motivo è che delegano allo smartphone il grosso del lavoro, quindi possono essere semplici ed economici.  Si differenziano per il modo in cui si collegano: via Bluetooth (Setefi, Wall-Abile, Payleven) o dalla presa audio (Jusp, Sumup).

I servizi di pos mobile a confronto

Ma quale scegliere, dei tanti prodotti? Al momento, tra quelli disponibili, spicca Mobile Pos di Setefi, per i bassi costi e il livello di supporto. È il solo dispositivo in commercio infatti ad accettare anche Pagobancomat (gli altri supportano il bancomat solo via circuiti internazionali, che hanno commissioni più alta per l’esercente) e l’Nfc. «Con l’Nfc possiamo far pagare via carte di credito contactless e cellulari abilitati. È un grosso vantaggio in prospettiva, perché abilita i micropagamenti, che fino a 25 euro non richiedono nemmeno l’inserimento di un pin», spiega Maurizio Manzotti, amministratore delegato di Setefi.

Sul sito web di Setefi non sono riportati i costi di commissione esatti (si legge che sono variabili), ma Manzotti dice a Nova24 che sono «inferiori all’1,95 per cento sulle carte e a 0,70 per cento sui bancomat». Questo è inoltre il solo prodotto a non avere un costo iniziale ma un canone mensile (2 euro), per chi lo prende da sportelli Intesa San Paolo. Da Vodafone l’offerta cambia: ha un canone mensile più alto, che include però anche un tablet e 2 GB di traffico.

Setefi sta lavorando a futuri sviluppi. Per esempio per consentire di integrare le funzionalità di pagamento direttamente all’interno del proprio processo di vendita (utile per compagnie assicurative, corrieri espressi, reti di agenti in generale). Le principali informazioni necessarie al pagamento, come l’importo e l’identificativo dell’oggetto della vendita, verrebbero direttamente passate dall’applicazione del negoziante all’applicazione di pagamento di Setefi che farà la transazione. «Il secondo scenario sul quale Setefi sta lavorando riguarda l’integrazione del Mobile Pos con soluzioni di gestione cassa e catalogo prodotti.  Avremmo in un’unica app la gestione del catalogo prodotti, il pagamento tramite pos e la stampa dello scontrino fiscale. Il negoziante dovrà dotarsi di un tablet, di un Mobile Pos collegato in modalità bluetooth e di una stampante fiscale wireless. In una fase successiva potranno essere integrati ulteriori servizi, quali inventario prodotti e dati di vendita», aggiunge. Ultimo filone, servizi a valore aggiunto come gestione dei rapporti con i clienti, carte fedeltà, couponing.

Payleven si distingue per l’ampiezza degli accordi: il suo prodotto è disponibile tramite Poste Italiane, negozi Apple, Media Market e via Ingram Micro. Costa 79 euro una tantum, più 2,75% di commissione (via Poste Italiane i prezzi sono inferiori ma richiede un conto Bancoposta). Supporta tutte le carte credito Visa, Mastercard, circuiti Maestro e Vpay e in futuro anche Pagobancomat e Nfc, fanno sapere dall’azienda. «Stiamo per lanciare servizi a valore aggiunto, come il registratore di cassa», dice il fondatore, Alberto Adorini. «Per il momento, abbiamo preparato gli ingredienti base: offriamo stampanti bluetooth preconfigurate, App che può supportare un catalogo prodotti e diversi sistemi di pagamento al checkout. In un futuro, forniremo un nostro registratore di cassa dove il negoziante potrà caricare il suo listino (con aliquote Iva differenziate) e selezionare in automatico i prodotti prima del pagamento».

Uno dei primi prodotti a essere annunciati è dell’azienda italiana Jusp, ma ancora non è acquistabile liberamente (lo usano 200 negozianti che si sono prenotati nei mesi scorsi). Ha costi bassi: 39 euro una tantum per il prodotto, poi 2,50 per cento su ogni commissione e supporta Maestro, Visa, Mastercard, Vpay, Amex, Diners. Da marzo anche Pagobancomat e, a breve, i pagamenti contactless.

Molto semplice è Sumup, penalizzato dal supportare solo circuiti Mastercard. Ha però costi molto bassi : 19,95 euro unta tantum, 1,95 per cento a transazione.

«Wall-Abile entrerà in questo campo da gioco con l’obiettivo di innovarlo», spiega Roberto Premazzi, il fondatore. «Avremo infatti un portale web dove il negoziante potrà collegarsi e gestire in modo intelligente i pagamenti. Per esempio, stabilire che in automatico certi importi vanno a finire su un certo conto corrente e altri su un altro. La nostra soluzione è in grado inoltre di integrarsi su varie piattaforme, anche nei tassametri», continua. Già al lancio supporterà Nfc, le carte di credito e, a breve, il Pagobancomat. I costi sono un po’ più alti dei concorrenti: 2,75% di commissione su carta di credito, 1% sui bancomat più 25 cent su ogni transazione.