Il futuro dell’editoria libraria è veramente digitale? E’ il grande interrogativo che si pongono ormai da qualche anno i gruppi editoriali. Per ora una risposta non c’è. Il mercato continua a fluttuare in modo incontrollato, complice una crisi economica importante che droga i dati. Così, un trimestre gli ebook crescono, mentre il trimestre dopo si assiste alla ripresa del cartaceo. Indovinare la direzione esatta sarà la sfida del prossimo decennio, e determinerà la sopravvivenza (o la morte) di editori più o meno importanti. In mezzo, rimane la complessità di un’evoluzione rapida. Un’evoluzione che si scontra con le abitudini, i cambi generazionali, e la pervasività dei social network che sottraggono tempo a qualsiasi attività quotidiana, anche alla lettura. 

L’Aie (Associazione italiana editori), durante l’ultimo Salone del Libro di Torino ha diffuso i dati più recenti relativi alla vendita di libri. Dati che danno un quadro di qual è lo stato dell’editoria, ma che non riescono a stabilirne le dinamiche. Chi è in grado di dire quanti lettori di ebook prima leggevano libri di carta? Per ora nessuno, anche per colpa di un’industria (quella libraria) che ha profilato pochissimo gli utenti, e che continua nella stessa direzione anche oggi che il digitale semplificherebbe le cose.

Intanto, però, sappiamo che nel 2014 sono stati pubblicati 53.739 ebook (con un bel +31,7% rispetto al 2013), mentre nei primi tre mesi del 2015 la pubblicazione di libri digitali ha già toccato quota 12.375 (+66,6% rispetto al primo trimestre dello scorso anno). Tuttavia, sempre secondo i dati Aie, è ancora molto esigua la percentuale di titoli in commercio digitalizzati: poco più del 12%. Un altro dato che fa riflettere è il prezzo medio di un eBook in Italia: 6,96 euro, decisamente alto per le attese di un lettore che combatte con l’incertezza fra la carta e il digitale. Una differenza fra il libro fisico e quello elettronico di pochi euro non riesce a scardinare il mercato. Questo gli editori lo sanno bene, ma fanno poco per rimediare all’errore.

Il valore del mercato degli eBook in Italia, comunque, è pari al 4,4% del mercato librario (era al 3% del 2013), con un fatturato stimato di 51,7milioni di euro. Segno che la lettura in digitale cresce, come conferma anche l’Istat: (nel 2014 +32,2%, con quasi 7milioni di italiani che ha letto almeno ebook). Una proiezione che paragoni carta e digitale, però, è tutt’altro che prossima. Secondo PwC, nel 2018 le vendite di eBook saranno maggiori di quelle dei testi cartacei. E’ una stima, certo, e a guardare i dati odierni si fa fatica a crederci. Anche se lo studio in questione non è relativo al mercato italiano, ma a quello americano. E qui subentra il fattore lingua: un testo scritto in inglese ha molta più probabilità di essere venduto in tutto il mondo.

Ma la carta?

Quello della carta è un mercato in grave crisi, con segni negativi che si accavallano. I dati elaborati da Nielsen e diffusi un paio di settimane fa ci dicono che gli unici mercati dove le vendite dei libri fanno registrare andamenti positivi anno su anno sono Cina (+10,2%), Brasile (+9,6%) Sudafrica (+9,3%), Stati Uniti (+3,5%) e Australia (2,4%). L’Italia è inchiodata a un -3% che sa di sentenza. Nel nostro Paese si è assistito a un calo 2013-1014 sia per volume di vendita (-6,5%, poco meno di 93 milioni di libri venduti contro gli oltre 99 milioni del 2013) che per valore (-3,8%, con un incasso di 1,19 miliardi di euro, contro l’1,24 miliardi dell’anno precedente). E le stime sul 2015 (valore dei primi tre mesi) sono un disastro, con un -4% sul volume e un -2,6% sul valore.

Due, infine, le notizie positive. La prima riguarda le librerie indipendenti, che nei primi mesi del 2015 hanno fatto registrare una crescita del 2,3% sul volume di vendita. La seconda è relativa ai libri per bambini, speranza del mercato librario. Come conferma Nielsen «i bambini sono l’unico genere che contribuisce in modo positivo alla variazione del mercato a volume, le librerie indipendenti contribuiscono per il 75% alla crescita dei bambini». In Italia, ad oggi, si vendono 21 libri per bambini ogni 100. Il trend è in crescita, ma ancora lontanissimo dalle cifre di alcuni paesi esteri (49 ogni 100 in Austra, 46 ogni cento in Spagna).