Se il futuro del videogioco si muove fra la promessa della realtà virtuale per tutti, la crescita dell’eSport e la cross medialità dilagante fra le produzioni tripla A, il presente parla sempre di più la lingua del mobile.

Secondo Digi-Capital, nel 2015 il fatturato globale del gioco portatile è stato di 29 miliardi di dollari, più di un terzo degli 88 incassati da tutto il settore. Una cifra che si prevede possa crescere fino ai 35 miliardi dell’anno in corso e i 48 del 2020, soprattutto grazie al mercato asiatico, vasto e tradizionalmente ghiotto.
Oggi, oltre il 22% dei download su smartphone e tablet Apple è videoludico, il doppio di quanto si attinga alle business app, le seconde in classifica (fonte Statista, aggiornata a marzo 2016). Situazione pressoché identica per i device con sistema operativo Android.
Nel 2015, se negli Stati Uniti il pc è risultato la piattaforma preferita dal 56% dei giocatori contro il 53% dedito alle console, il 67% ha giocato con smartphone (36%) e altri device wireless (31%, fonte: Entertaiment Software Association).
Soprattutto per questo, sempre più sviluppatori producono applicazioni ludiche native, o, come Microsoft punterà a dimostrare questa estate, le accolgono sulle proprie piattaforme regine, di fatto apportando più di un cambiamento significativo all’industria.
Cui si aggiungono nuove opportunità di business come quella indicata, pochi giorni fa, da Phil Schiller, vice presidente marketing di Apple, che ha annunciato l’estensione anche alle gaming app della possibilità di vendere abbonamenti, oggi appannaggio esclusivo di applicazioni come quelle di Netflix e Spotify.

Qui di seguito i 5 mobile game nativi e più interessanti visti di recente, fra l’annuale appuntamento dell’azienda di Cupertino, il Worldwide Developers Conference, l’E3 e l’edizione di Google I/0 tenutasi qualche settimana prima.

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Swift Playground” (Apple. Per iOs, gratis dal prossimo autunno)

«Il coding dovrebbe essere una lingua aggiuntiva da insegnare in tutte le scuole» ha detto Tim Cook durante il keynote d’apertura della Worldwide Developers Conference di Apple. E Swift Playground sembra muoversi proprio in questa direzione: insegna a programmare in Swift, il linguaggio open source e object oriented lanciato nel 2014, e lo fa giocando.

Fra lezioni, sfide di difficoltà crescente, obbiettivi e feedback in tempo reale, “Swift Playground” ha tutti i connotati di un’app strepitosa, anche perché rivolta alla fidelizzazione dei giovanissimi, statisticamente i meno devoti all’azienda di Cupertino. Non a caso sarà scaricabile gratuitamente dal prossimo autunno.

Vero, non è un videogame. Ma la segnaliamo qui perché insegna a farne. E nel modo più divertente.

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“Thinksrolls 2” (Avokiddo. Per iOs e Android)

No, non è l’antidoto dei concorrenti a “Swift Playground” – in quel caso meglio cercare la versione educativa di “Minecraft”-, ma quello ideato dalla specializzata Avokiddo è comunque un modo efficace per insegnare divertendo(si). “Best Family App” ai Google Play Award 2016, è una lezione di fisica travestita da gioco, in cui i bambini (dai 3 ai 9 anni) devono sfruttare spirito di osservazione e acume per muovere 32 personaggi in 270 livelli sempre più complessi.

“Lara Croft Go” (Square Enix Montrèal. Per iOs, Android e Windows Phone)

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Sì, lei è quella Lara Croft e questa è la sua miglior versione per device portatili. Compito del giocatore è recuperare una preziosa reliquia, l’Atlante dell’aldilà, scampando dalle spire della Regina del Veleno e dal popolo che adora il mostruoso serpente.

Strategico a turni, il titolo sviluppato dallo studio canadese già autore dell’ottimo “Hitman Go” e dell’imminente (e simile) “Deus Ex Go” è fra gli esempi migliori di come si possa trasportare uno dei franchise videoludici più noti al mondo su dispositivi mobili attraverso dinamiche solide eppure semplici.

Già più volte premiato come mobile game dell’anno, è uno dei 10 Apple Design Awards 2016.

“Table Tennis Touch” (Yakuto, per iOs, Android)

Modalità carriera, 13 minigiochi, multiplayer in rete locale e online, grafica accattivante, intelligenza artificiale che non concede distrazioni e soprattutto fisica realistica: uscito un paio d’anni fa per dispositivi Apple, la nuova versione Android del ping pong di casa Yakuto rimane una delle migliori simulazioni sportive “portatili” in circolazione. E anche per chi non fosse appassionato di tennis da tavolo: i controlli a tocco intuitivi e la velocità dell’azione anche in multiplayer – che hanno valso alla app il Best Use of Google Play Game Services Award 2016 – promettono, meglio minacciano, sessioni di gioco da resistenza olimpionica.

“Star Wars: Galaxy of Heroes” (Ea Capital Games, per iOs, Android)

Pubblicato quasi in sordina a novembre 2015 e diventato un successo lentamente, lo si è intravisto a Los Angeles nell’ampia vetrina dedicata da Electronic Arts alla space opera più famosa del cinema.

Con un aggiornamento recente che ha introdotto le Gilde, “Galaxy of the Heroes” è il card game che ogni fan di “Guerre stellari” stava cercando.

Presente gli scacchi olografici del Millenium Falcon? “Galaxy of Heroes” li riproduce su telefono e tablet: permette di collezionare quasi ottanta personaggi della saga, personalizzarli con tipico approccio da gioco di ruolo e schierarli in squadra per affrontare gli avversari.

È un connubio di strategia e chicche per fanatici. Forse gli unici, però, a sopportare l’invadenza delle microtransazioni tipiche dei free-to-play. O la ripetitività imposta a chi non voglia spendere. Ma si sa: «Fare o non fare. Non c’è provare».