A più di un anno dal debutto torna su Ps4 e Xbox One il videogioco che ha infranto i record dell’industria del videogioco. L’operazione di Rockstar Games non è un banale remake, gli sviluppatori hanno aggiunto la prospettiva in prima persona, quella degli Fps (First personal shooter) cioè dei giochi alla Call of Duty. Si preme il pad è ci si ritrova “dentro” le strade di Los Santos a mano armata. L’ingresso negli occhi del nostro delinquente preferito è indolore ma a Rockstar è “costato” qualche cosa come 3000 nuove animazioni. Che si aggiungono a nuove armi (tra cui una accetta che avrebbe reso felice Jack Nicholson in Shining), nuove auto, nuove missioni (terminata la campagna in single player si potrà giocare con Michael in stile L.A Confidential) e numerosissimi contenuti extra.

La caccia a questi contenuti è però la vera ragion d’essere di questa trasposizione su nuove console di un gioco che sembrava aver già detto tutto. In particolare, i ragazzacci della Rockstar si sono concentrati sul già ricchissimo comparto online di Gta V. Su Twitch, il sito di condivisione di sessioni di gioco online, si possono passare ore a osservare Youtuber e giocatori esperti devastare Los Santos, lanciarsi in missioni suicide e prive di senso (ad altissimo tasso alcolico) o provare a hackerare la città più malfamata del mondo del videogioco scoprendo ad esempio comportamenti disfunzionali dei personaggi comandati dal computer o bizzarrie regalate dagli sviluppatori.

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La scena più classica è la sfida alle forze dell’ordine. Ricordate la scena finale dei Blues Brother, quella del mega inseguimento? Il quotidiano più comune sull’online è quello di assistere a squadre di amici-criminali (Gta V online ora può supportare fino a 30 giocatori contemporaneamente) soli contro tutti affrontare ondate e ondate di poliziotti in tenuta da sommossa. Nel gioco, va ricordato, esiste un diabolico anticorpo alla violenza sfrenata fine a se stessa (alla Anarchia: il giorno del giudizio, per intenderci). Più reati si commettono e più aumentano le stelline che si traducono in volanti della polizia, elicotteri e squadre di poliziotti disposte a tutto pur di togliervi di mezzo. I bravi cittadini di Los Santo se vi vedono commettere un reato avvertono le forze dell’ordine che arrivano come falchi. Come dire, anche a Los Santos tolleranza zero contro il crimine. Una scena classica su Twitch è quindi quella di gruppetti di amici  armati fino ai denti, appostati sulla tetto di un palazzo o nella montagne come talebani dichiarare guerra alla polizia di Los Santos, peraltro con le prospettive di vittoria di Pat Garret e Billy Kid. Finisce sempre male, chiaramente.

 

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Oppure si può sempre entrare in una crew per maramaldeggiare in lungo e in largo a Los Santos.  Si formano squadre di tre o quattro amici per missioni di esplorazione. Sono piani ben congegnate come quello che prevede il sequestro di due elicotteri per trasportare altrettanti sottomarini per andare a caccia di un misterioso Ufo nei fondali sottomarini. Su Twitch si assiste a questa e ad altre follie come organizzare Gay Pride nei quartieri ricchi di Beverly Hills. O battute di caccia per trovare nel deserto il peyote, la pianta allucinogena che su Gta V ha il potere di trasformarti in uno squalo, o in una gallina o in un altro animale di Los Santos.

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Ma per alcuni più divertente è giocare con i programmatori della Rockstar che hanno lasciato nel gioco trappole, animazioni e scherzetti. Pare, per esempio, che esista un personaggio zombi, nel senso che ogni volta che viene “sparato” si rialza e rimane immobile. Pare che tutti i murales piazzati in giro per la città nascondano un segreto. Pare anche che sia possibile far saltare il dirigibile in volo sui cieli di DownTown.  Il tutto, pare brutto anche solo pensarlo, ma è assolutamente liberatorio.

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