Alzi la mano chi si sta apprestando a partire per mare, montagna, città d’arte, mete esotiche o case di campagna con il fermo intento di lasciare a casa il proprio notebook, il tablet e soprattutto il fedele smartphone. Lo scorso anno il 45% della popolazione tedesca ha portato in villeggiatura il proprio dispositivo (lo dicono i dati di Statista) e la percentuale per l’Italia è stata anche superiore. Dando per (quasi) scontato che moltissimi non rinunceranno alla compagnia del dispositivo tecnologico, ecco che al fianco dei soliti consigli di viaggio per affrontare le bizze del tempo e del traffico non possono mancare quelli per proteggere i propri apparecchi e i propri dati personali.

1) Rimanere sempre connessi sfruttando le reti Wi-Fi di treni, aeroporti, hotel e spazi e locali pubblici è una delle abitudini irrinunciabili per il “turista digitale”. La voglia e l’esigenza di una connettività “always on” non è però esente da rischi e il fatto di condividere su una rete “aperta” dati sensibili come credenziali di accesso bancarie o documenti personali può mettere a repentaglio la privacy dei più sfortunati (e sprovveduti). Evitare guai con qualche accorgimento precauzionale è possibile e non rappresenta certo un impegno così gravoso. Il vademecum che hanno stilato due specialisti della sicurezza come Sophos e G Data, per esempio, prevede una serie di azioni che promettono, se eseguite, un buon livello di sicurezza.

1) Si parte con il bloccare smartphone, tablet e computer portatili quando questi non sono in uso. O, come capita molto più spesso di quanto non si immagini, quando vengono smarriti o rubati. Negli Stati Uniti si è calcolato che sono un centinaio, ogni minuto, gli smartphone che abbandonano involontariamente il proprio legittimo proprietario, mentre sono circa diecimila i notebook dimenticati ogni settimana negli aeroporti di tutto il mondo e 120mila gli sbadati che nella sola Chicago dimenticano ogni anno il cellulare in taxi. Detto che la maggior parte di queste persone non recupera più i suoi dispositivi, diventa facile capire come proteggerne l’accesso con una password adeguata sia cosa buona e giusta. Evitando il classico Pin a quattro cifre e utilizzandone una da otto caratteri, di più difficile decifrazione anche per un cybercriminale. Per chi confida nella tecnologia le speranze di ritrovare il telefonino o il tablet perduto, sono due le app da memorizzare che permettono (per lo meno) di localizzare il proprio device: “Find My iPhone” e “Device Manager” per terminali Android. Per i notebook, invece, è utile cifrare il disco rigido.

2) I rischi legati a connessioni Wi-fi (gratuite) pubbliche sono noti e sono riconducibili spesso al fatto che le reti in questione non sono protette in modo adeguato. Una soluzione può essere quella di utilizzare una rete privata virtuale (Virtual Private Network) per creare una connessione Internet sicura tra il network aziendale e qualsiasi luogo in cui viene effettuato il collegamento. Una volta connessi alla Vpn, tutta l’attività online si svolgerà come se l’utente si trovasse in ufficio. Una strada alternativa, praticabile da tutti, è quella di ricorrere, soprattutto quando si è all’estero, a una carta Sim prepagata e usarla in modalità “pay-as-you-go”. La possibilità di incorrere in reti Wi-Fi inaffidabili diminuisce e si evita contemporaneamente di incappare nella trappola di costosissime tariffe di roaming. Evitare di condividere dati sensibili su connessioni wireless prive di credenziali di sicurezza affidabili e verificabili è in generale una pratica sana e altamente consigliabile.

3) Altra raccomandazione da tener presente riguarda le funzionalità di geotagging e di geolocalizzazione. Inviare via Facebook, Twitter e Instagram un messaggio che comprende l’informazione della nostra posizione può essere anche utile ma è bene sapere che può essere anche pericoloso. Occhio quindi a queste opzioni “sempre attive” del proprio smartphone, perché anche quando il Gps è spento il telefono può rivelare la posizione, tenendo traccia di tutti i punti di accesso Wi-Fi che può localizzare intorno a noi. In altre parole lasciamo alle nostre spalle, ad ogni connessione a un hot spot, una scia di informazioni rivelatrici dei luoghi che frequentiamo e, di conseguenza, di alcune nostre abitudini. Se teniamo alla nostra privacy, insomma, meglio twittare e postare con accortezza e tenere disattivata (quando non serve) la connessione automatica al Wi-Fi e a maggior ragione la connessione dati in roaming.

4)  Chi ha più domestichezza con la tecnologia e vuole rendere più sicuri i vari account utilizzati, può pensare di implementare, dove possibile (per esempio su Gmail e Facebook), l’autenticazione a due fattori, inserendo per esempio un codice one-time direttamente inviato al telefono dell’utente. Nel caso le password finissero in mani sbagliate, il cybercriminale di turno avrebbe bisogno di un altro passaggio prima di poter accedere all’account.

5)  Altro discorso è se, per vari motivi, si decide di ricorre a un computer pubblico, e il riferimento va alle postazioni degli Internet café, dei villaggi vacanza o dei business center degli hotel. Il rischio che in agguato vi siano malware capaci di spiare l’utente quando è online è in questi casi elevato. Denominati tecnicamente “keylogger”, sono in grado di registrare tutto ciò che si digita su una tastiera e di trafugare informazioni come password di posta elettronica o l’account di accesso al conto bancario online. L’eventuale acquisto online, questo il consiglio, va condotto attraverso un’applicazione certificata per il pagamento in mobilità, come PayPal, Google Wallet o Apple Pay. E si possono evitare transazioni bancarie via Internet di qualsiasi genere meglio ancora.

6) L’abbigliamento, infine, è per molti una delle voci che più si curano per una vacanza? Bene, anche i device digitali meritano l’attenzione che serve, sotto forma di aggiornamenti di sistemi operativi e programmi software in uso. Se gli upgrade si sono tralasciati per troppo tempo è il momento di farli per evitare di diventare facili bersagli per i cybercriminali. La presenza di un antivirus, sia su pc che a bordo di smartphone e tablet, dovrebbe essere scontata ma ribadirne l’importanza è sempre cosa utile. Così come non è mai dannoso ricordare che, prima di andare in vacanza, effettuare una copia di salvataggio di tutti i dati su disco o archivio esterno male certo non fa.