Uno su cinque colpisce il mondo della finanza. E le loro conseguenze hanno avuto un costo di 158 dollari pro capite nel 2016. Il problema è che da qui al 2021 sono destinati a raddoppiare.

Dice questo il Cisco Visual Network Index Global Forecast Update 2016-2021 nella sua sezione dedicata alla sicurezza. Un tema, questo, decisamente sentito. Che si tratti di device mobile o di cloud, di server o di sistemi operativi, più del 50% dei professionisti coinvolti nel Cisco 2017 Security Capabilities Benchmark Study ha definito gli attacchi informatici come “very or extremely challenging”. Solo una minima percentuale, che oscilla tra il 2 ed il 3%, afferma che non sono affatto un problema.

Come detto, però, le dimensioni della minaccia sono destinate a crescere. Il report della multinazionale americana dell’IT parla di un aumento del 172% nel 2016 rispetto al 2015 degli attacchi DDoS capaci di intasare i server con una mole di dati pari ad almeno un Gigabyte al secondo. E nel 2021, questa la previsione, si arriverà a 3,1 milioni di attacchi più grandi di 1 Gbps. Praticamente due volte e mezza quelli visti l’anno passato.

Previsione che dovrà preoccupare innanzitutto chi opera nel mondo della finanza. Il Cisco VNI cita il rapporto M-Trends 2017 per ricordare come il 19% degli attacchi riguardi proprio questo settore. Che, detto altrimenti, attira un’offensiva informatica su cinque. Il 13% ha colpito il commercio e il settore alberghiero, il 10% rispettivamente il settore tecnologico e quello legato alla salute.

Questi attacchi hanno ovviamente delle conseguenze anche economiche. Come detto la stima, in questo caso la fonte è un rapporto del Ponemon Institute, è quella di un costo di 158 dollari pro capite nel 2016, quattro in più dei 154 dell’anno precedenti. L’Italia è di poco sotto media e comunque in aumento: dai 141 dollari pro capite del 2014 si è passati ai 156 dello scorso anno.

Le minacce, insomma, sono sempre di più e sempre più costose. Eppure il lavoro da fare per la messa in sicurezza è ancora molto lungo. In Europa occidentale, conclude il Cisco VNI, appena il 40% dei server che svolgono encrypted transaction usano la tecnologia di sicurezza SSL.